L'INCHIESTA

'Ndrangheta in Trentino, la Finanza sequestra beni per oltre 5 milioni di euro

Nell'ambito di operazione 'Perfido' sulle presunte infiltrazioni nel settore porfido. Sono 15 le società sequestrate

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TRENTO. È di oltre 5 milioni di euro il valore stimato di società, immobili, auto, macchine da cantiere, attrezzature e conti correnti sequestrati dalla Guardia di finanza di Trento nell'ambito dell'operazione 'Perfido' sulla presunta presenza della 'ndrangheta in Trentino nel settore porfido. Indagini patrimoniali delle Fiamme Gialle sono state condotte nei confronti di 148 tra persone fisiche e giuridiche riconducibili alla 'ndrangheta operativa in Trentino con ramificazioni economiche anche nelle province di Padova, Verona, Roma e Reggio Calabria.

Le indagini, avviate nel 2018 su delega della Procura distrettuale di Trento, si sono focalizzate sulla ricostruzione delle ramificazioni economiche della 'ndrangheta insediatasi in provincia di Trento che, nel tempo - secondo gli inquirenti - è riuscita ad infiltrarsi nell'economia legale, assumendo il controllo di alcune aziende operanti nel Distretto del porfido e delle pietre trentine, per poi estendere i propri interessi anche in altri settori quali il trasporto merci, il noleggio di macchine e attrezzature edili, fino ad arrivare all'allevamento di bestiame.

Sequestrate 15 società. È grazie a una serie di controlli incrociati tra banche dati, tra le quali l'applicativo Molecola, che oltre 40 militari delle Fiamme Gialle trentine hanno passato al setaccio società, conti correnti, proprietà e dichiarazioni dei redditi degli indagati dell'operazione «Perfido» nonché dei loro familiari - ricostruendo gli ultimi dieci anni di rapporti e parentele - e di persone fisiche e giuridiche ad essi collegati. Sono 15 le società poste sotto sequestro: 4 a Lona Lases, una a Gardolo, una a Trento, tre a Verona, una a Padova, quattro a Roma e una a Siderno (Reggio Calabria).

Sempre con riferimento ai sequestri di beni, ad Innocenzio Macheda, uno dei 19 indagati, è stata sequestrata una Nissan Navarra, mentre a Domenico Morello una Bmw, una Mercedes e 3 Range Rover. Sotto sequestro anche alcune abitazioni, le cave nelle quali le ditte operavano per l'estrazione del porfido e una serie di macchinari. In queste ore il nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Trento, guidata dal tenente colonnello Francesco Sodano, sta proseguendo le attività di sequestro con particolare riferimento alle banche dove risultano accesi conti correnti riferibili a società e indagati, al fine di congelare il saldo attivo.

Il comandante regionale Maccani: "Con il Covid, a disposizione fiumi di denaro". «In questo periodo di crisi legato all'emergenza Covid gli imprenditori hanno lo sguardo basso e gli unici che traggono beneficio dalla situazione sono i mafiosi, gli 'ndranghetisti, che hanno a loro disposizione fiumi di denaro: questi affari li rendono ancora più potenti, e sono quelli con i quali si infiltrano nella società civile». A dirlo il comandante regionale della Guardia di Finanza del Trentino Alto Adige, il generale Ivano Maccani, a commento dell'operazione.

«Il Trentino Alto Adige è un territorio con un tessuto sociale ma in salute, però essendoci molta ricchezza risulta essere anche appetibile per la criminalità organizzata. Tutti noi dobbiamo prendere coscienza del fatto che il fenomeno mafioso è una realtà con cui dobbiamo fare i conti anche qui e per questo dobbiamo fare squadra. Ci sono già pervenute segnalazioni importanti sul punto tramite una serie di sportelli creati anche dalla Provincia e delle quali a breve daremo riscontro», ha aggiunto Maccani.