UNIVERSITA'

Medicina a Trento: via libera dal Ministero

Soddisfazione dai vertici dell'ateneo e da Fugatti

TRENTO. Il ministero dell'Università e della Ricerca, dopo il parere positivo dell'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, ha dato oggi, 19 agosto, il via libera all'attivazione del nuovo corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia a Trento. Date e contenuti dei bandi di ammissione per l'anno accademico 2020-2021 sono stati fissati da un decreto ministeriale.

Soddisfazione viene espressa dal rettore dell'Università di Trento, Paolo Collini, dal presidente del consiglio di amministrazione Daniele Finocchiaro, e dalla Giunta provinciale di Trento per voce del presidente Maurizio Fugatti. «È il risultato dell'efficace collaborazione che abbiamo instaurato con l'Università di Verona e che ha portato alla nascita di una Scuola di Medicina federata. Da soli non saremmo riusciti a elaborare un progetto di così alto profilo», afferma Collini.

«Decisivo - aggiunge - è stato anche lo sforzo organizzativo e l'impegno dell'Ateneo di Trento per far decollare l'iniziativa già dall'anno accademico 2020-2021 senza per questo mettere in difficoltà altre aree disciplinari. Vogliamo fare la nostra parte con responsabilità e competenza a favore della salute e del territorio». «C'è soddisfazione perché intorno a un progetto di questa valenza si è ricompattato tutto il territorio trentino riconoscendo la centralità dell'Ateneo. Sono certo - commenta Finocchiaro - che anche con questo corso di studio l'Università di Trento confermerà le caratteristiche di dinamicità e innovazione che la contraddistinguono, offrendo un percorso multidisciplinare fondato sui propri dipartimenti di eccellenza e sulle competenze del proprio personale tecnico-amministrativo».

«Abbiamo tutti ricevuto un'eredità importante da chi tanti anni fa ha visto nella creazione dell'Università una delle leve strategiche per l'emancipazione del Trentino», sottolinea Fugatti. «Ora - aggiunge - dobbiamo essere all'altezza del sogno kessleriano e convinti che una scommessa così ambiziosa come la scuola di medicina possa essere vinta con l'impegno e la determinazione di tutti».