Un premio internazionale al lavisano Giorgio Gottardi 

Tecnologia. Trent’anni, è membro del centro di ricerca Eledia del Dipartimento d’ingegneria e scienze dell’informazione dell’ateneo di Trento. Il suo lavoro riguarda il design per antenne 5G


Rosario Fichera


Lavis. Un giovane ricercatore di Lavis, Giorgio Gottardi, ha vinto recentemente uno dei più importanti e prestigiosi premi internazionali nel campo dell’ingegneria elettronica, telecomunicazioni e computer science. Trent’anni, membro del team del centro di ricerca internazionale “Eledia” che opera nell’interno del Dipartimento d’ingegneria e scienza dell’informazione (Disi) dell’Università di Trento, dopo la laurea magistrale in telecomunicazioni Gottardi ha conseguito, con lode, il dottorato di ricerca in “Information and Communication Technology”. Ed è stata proprio la sua tesi di dottorato ad avere, come si sul dire, “colpito” gli scienziati del prestigioso Institute of Electrical and Electronics Engineers” (Ieee) la più grande organizzazione internazionale no-profit nell’ambito delle scienze tecnologiche che ogni anno premia nei vari Paesi del mondo i migliori studi realizzati da menti brillanti. Premio che quest’anno, per il Nord-Italia, è stato appunto assegnato, nell’ambito del proprio ambito di ricerca, a Giorgio Gottardi.

Naturalmente la soddisfazione per il giovane ricercatore lavisano è stata molto grande, anche se ha tenuto a precisare subito che la sua tesi e il premio assegnato sono frutto di un lavoro di squadra. «Ho svolto il mio dottorato al centro di ricerca Eledia dell’Università di Trento – spiega – un centro diventato per me, da oltre cinque anni, una vera e propria seconda famiglia. Eledia è un network di centri di ricerca a livello internazionale, oltre Trento, abbiamo sedi in diversi Paesi del mondo, tra i quali Cina, Giappone, Francia. Mi preme evidenziare che il mio lavoro di ricerca non è stato frutto solo del mio impegno, ma soprattutto del lavoro congiunto con tutti i miei colleghi di Eledia. Sono stato seguito in prima persona dal mio tutor, il professor Paolo Rocca, ma sono felice appunto di sottolineare che non ci sia stata una persona all'interno di questa equipe di ricerca a cui non devo parte del mio lavoro».

Di che cosa si è occupato nella sua ricerca?

«In pratica la mia ricerca si è occupata di sviluppare nuovi metodi per il design di antenne, principalmente per il 5G, ma non solo, in grado di rispondere a quelli che sono al giorno d’oggi i problemi reali delle aziende del settore per la realizzazione di prodotti con il migliore rapporto qualità-prezzo».

Uno studio che ha subito interessato le grandi aziende del settore?

«Sì, infatti, come gruppo Eledia collaboriamo con le maggiori aziende del settore telecomunicazioni e non, sia a livello nazionale, come Leonardo-Finmeccanica, Trentino Network, sia internazionale, come Huawei, Thales. Queste collaborazioni ci hanno consentito di essere sempre allineati alle necessità delle aziende, permettendoci di sviluppare idee e tecnologie in grado di risolvere problemi complessi, ma anche molto pratici».

Cosa significa vincere un premio dell’Ieee?

«È una grandissima soddisfazione: l’Ieee è la più grande associazione internazionale di scienziati professionisti: conta a livello mondiale più di 419 mila membri, producendo più del 30% della letteratura mondiale in vari ambiti dell'ingegneria elettronica, telecomunicazioni e computer science; è divisa al suo interno in più sezioni e capitoli i quali raccolgono membri operanti nello stesso ambito e geograficamente vicini. Il mio premio è stato assegnato dal capitolo di Ieee per il Nord-Italia in ambito “Antenne e propagazione, componenti elettronici e dispositivi a micro-onde».

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