Lavis, ribadita la tutela di aree verdi, centro e masi 

Urbanistica. Con la variante approvata giovedì dal consiglio si stabilisce che l’aumento della capacità residenziale avvenga con ampliamenti e nuove costruzioni solo nelle aree “sature” 


Rosario Fichera


Lavis. Per la variante al Piano regolatore generale di Lavis (approvata in seconda adozione, giovedi, dal consiglio comunale) adesso manca solo l’ultimo atto: l’approvazione da parte della giunta provinciale. Dopo di che vedrà, come si suol dire, la luce, la visione urbanista espressa dalla maggioranza di quest’ultima consiliatura.

Ma quali sono i punti principali di questa variante? Durante l’ultimo consiglio comunale l’assessore all’Urbanistica, Luca Paolazzi, che ha curato e relazionato sul tema, ha tenuto a precisare che la variante non stravolge l’impostazione generale della pianificazione data dai vari Prg adottati negli anni, dando però delle indicazioni ben definite su quello che sarà il quadro strategico dell’utilizzo del territorio del Comune di Lavis. Quadro strategico che si può riassumere in quattro punti fondamentali.

Primo: stop al consumo di suolo. In questo caso, così come ha spiegato ancora Luca Paolazzi, l’obiettivo della variante è di tutelare le aree verdi e agricole, non individuando, tra queste, nuove aree edificabili, continuando anzi nella trasformazione a verde, o ad altre destinazioni, di aree precedentemente indirizzate ad essere edificabili.

Secondo: aumento della capacità residenziale nelle cosiddette aree “sature”. Considerata l’attrattività di Lavis per abitare (i dati indicano una crescita in tal senso) nelle aree già urbanizzate, quindi finalizzate alla residenza e quindi attrezzate con i relativi servizi (fuori dai centri storici) si potranno ampliare gli edifici esistenti e costruirne di nuovi, rispondendo così all’esigenza di nuove residenze.

Terzo: tutela e valorizzazione del centro storico. Nei centri storici di Lavis, Sorni e Pressano si limiterà la sopraelevazione degli edifici per preservare la forte identità urbanistica ed edilizia di queste zone. Al contempo, però, in un’ottica di valorizzazione, nei centri storici si potranno insediare nuove iniziative, come i B&B, funzionali allo sviluppo del microturismo, enoturismo, del cicloturismo o del giardino dei Ciucioi.

Quarto punto: tutela e recupero con funzione residenziale dei masi della collina lavisana. Per questi è stato previsto lo stop ai cosiddetti piani di recupero. A loro posto per ogni edificio dei masi sarà redatta una scheda che collocherà lo stesso edificio in una determinata categoria d’intervento, prescrivendo gli obblighi di conservazione, così come le possibilità di modifica. Consentendo al proprietario di potere intervenire per il recupero dell’edificio, l’obiettivo della variante sarà di stimolare una maggiore propensione a risiedere in queste strutture dal valore storico.

L’assessore ha tenuto a precisare anche un altro punto della variante e cioè quello della cartografia automatizzata che, attraverso un sistema informatico, permetterà una maggiore efficienza degli uffici tecnici e di migliorare i servizi a cittadini e professionisti.















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