I padri canossiani lasciano Lavis 

Un addio definitivo. Se ne andranno a fine settembre. Una decisione causata dal calo costante delle vocazioni Per il sindaco Brugnara un fulmine a ciel sereno e una incognita sul futuro dell’oratorio, gestito dai religiosi dal 1971


DANIELE ERLER


Lavis. Dopo quasi cinquant’anni, a fine settembre i padri canossiani lasceranno definitivamente Lavis. La decisione è stata anticipata a tutti gli organi parrocchiali e sarà comunicata oggi e domani alla comunità, in tutte le celebrazioni. La notizia è stata verificata dal Trentino e poi confermata dagli stessi canossiani. «Sono preoccupato: per Lavis è un fulmine a ciel sereno», dice il sindaco Andrea Brugnara. Anche perché bisognerà capire quale sarà il futuro dell’oratorio, gestito dai padri fin dal loro arrivo nel 1971. Il tempo a disposizione è poco e c’è il rischio di conseguenze molto pesanti sulla tenuta del tessuto sociale del paese. Oltre alla scuola, l’oratorio è l’unico vero punto di aggregazione giovanile a Lavis, dato che accoglie anche chi non è cattolico. Senza il collante fisico e spirituale dei canossiani, basteranno i volontari per portare avanti tutte le attività, compresi i gruppi estivi e i campeggi? Ovviamente c’è poi anche il discorso religioso, con tutte le celebrazioni che oggi vengono divise fra il parroco, don Vittorio Zanotelli, e i canossiani: a Lavis, Pressano e alla casa di riposo. Cosa succederà da settembre?

Una decisione sofferta

La decisione è stata presa dalla congregazione dei canossiani, in accordo con il vescovo. La motivazione è il calo costante delle vocazioni che costringe a scelte drastiche e molto sofferte: i pochi padri rimasti saranno concentrati nei centri più grossi. Per il momento i tre che ancora vivono e operano a Lavis preferiscono non commentare: «Chiediamo rispetto perché non è un momento facile per noi. È una scelta dolorosa, perché non si tratta di un trasferimento di qualcuno ma di una chiusura. Prima di fare dichiarazioni, vogliamo confrontarci con la nostra comunità». Nei prossimi giorni, il sindaco Brugnara scriverà una lettera per chiedere un ripensamento: «Sappiamo che un passo indietro è difficile. Però vogliamo esprimere la stima per il ruolo che i padri hanno avuto all’interno della nostra comunità e spiegare il motivo che rende tanto importante la loro presenza a Lavis».

Gli stati generali

Intanto da lunedì si inizierà a studiare il futuro del paese senza di loro: «È un grosso problema per noi e per il parroco. Dobbiamo muoverci da subito», spiega Brugnara. A partire proprio dalla discussione sul futuro dell’oratorio, in accordo con la Parrocchia e il mondo del volontariato: «Questo è comunque un capitolo molto triste per la storia di Lavis, qualcosa che rimarrà per sempre nella nostra memoria. Negli anni, i padri hanno garantito la formazione di un vivaio che poi si inseriva nel tessuto sociale, nella politica e nelle associazioni del nostro paese. Ora stiamo pensando di organizzare gli “stati generali dell’associazionismo” per discutere del futuro. I canossiani hanno lasciato un seme pieno di cose positive: ora tutta la comunità dovrà coglierlo, ma non sarà facile».















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