Biomassa, il Comune vuole i danni 

Cembra-Lisignago chiede all’ex sindaco e dall’ex assessore 410 mila euro



CEMBRA-LISIGNAGO. Poco più di 410 mila euro, a tanto ammonta la richiesta di risarcimento avanzata dal Comune di Cembra Lisignago contro l’ex sindaco Antonietta Nardin e l’ex assessore ai lavori pubblici Giovanna Paolazzi, imputati nel procedimento per turbativa d’asta assieme a Andrea Bassetti e Roberto Mazzolini i due rappresentanti della ditta Pyro-Max a cui fu commissionato l’impianto a biomassa in zona Campagna Rasa. Il Comune nel procedimento si è costituito parte civile con l’avvocato Nicola Stolfi e la richiesta di risarcimento è la somma dei mancati guadagni derivati dal cattivo funzionamento dell’impianto che, semplificando, produce calore ma non energia. E infatti la voce più consistente (ricavata dalla relazione tecnica) è quella relativa al mancato guadagno da cessione di energia elettrica nella rete. Che nel periodo fra l’inizio di aprile 2015 e la fine di agosto 2017 sarebbe ammontata a quasi 230 mila euro.

Secondo l’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Carmine Russo, le ex amministratrici comunali di Cembra, Mazzolini in qualità di amministratore unico della Pyro-Max e Bassetti quale rappresentante della stessa società, avrebbero interferito nel procedimento di assegnazione dei lavori dell’impianto, anche concordando in riunioni tenutesi prima della seconda asta dell’opera (la prima era andata deserta), l’affidamento appunto alla Pyro-Max.

Nel corso dell’udienza di ieri, davanti al giudice De Donato, sono stati sentiti alcuni testi dell’accusa, e l’udienza è stata quindi rinviata per finire di ascoltare testimoni, compresi quella della difesa.













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