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L'orco fra le mura domestiche: violenta per tre anni la figlia adolescente della compagna

Quando la ragazzina si è ribellata, l'uomo l'ha ricattata: "succederà qualcosa di molto brutto alla mamma". Fu una zia a scoprire tutto sentendo una telefonata minatoria



BOLZANO. L’orco si nascondeva in casa. Era l’amico della mamma che si era trasferito nella casa di lei, forse per formare un nuovo nucleo familiare. Invece per tre anni, tra il 2013 ed il 2016, all’insaputa della donna, avrebbe approfittato della sua posizione, violentando la figlia adolescente (a partire da quando aveva 12 anni) quasi quotidianamente.

E quando la bambina, disperata, ha iniziato a ribellarsi, graffiando e morsicando il suo aguzzino (che ora ha 56 anni), la piccola ha dovuto fare i conti con un ricatto senza scrupoli: se non avesse subìto le violenze tutti i giorni, in silenzio, sarebbe successo qualcosa di molto brutto alla mamma.

E’ una storia raggelante quella finita davanti al tribunale di Bolzano con procedimento a porte chiuse. Il processo è iniziato ieri mattina. Ovviamente la posizione dell’imputato è molto pesante.

All’epoca dei fatti fu una zia a rendersi conto che quella bambina nascondeva un segreto terribile: la donna infatti riuscì ad ascoltare di nascosto, per strada, una telefonata che l’imputato ebbe il coraggio di fare alla ragazzina con atteggiamento molto geloso arrivando ad apostrofarla con offese di tutti i tipi. Una volta rientrata a casa, l’adolescente venne messa alle strette e raccontò di essere costretta da tre anni ad avere rapporti sessuali con l’uomo che la mamma ospitava in casa.

Fu a quel punto che i genitori della piccola si rivolsero immediatamente ai carabinieri. Venne aperta subito un’inchiesta e nel corso delle indagini la bambina ebbe modo di raccontare nel dettaglio i tre anni d’inferno trascorsi in casa , ricostruendo tutta la vicenda alla presenza di uno psicologo. La piccola ha confermato di essere rimasta vittima dapprima di palpeggiamenti nelle parti intime e poi di veri e propri abusi sessuali.

Ora l’uomo rischia sino a 12 anni di reclusione.













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