il traguardo

Joy, dal progetto di accoglienza per i richiedenti asilo e rifugiati alla laurea a Trento

Joy Ehikioya è arrivata dalla Nigeria e la sua è una storia di violenze, superstizioni ancestrali. Una storia di immigrazione involontaria e ora il traguardo della laurea

TRENTO. “Questa è una storia di violenze, di superstizioni ancestrali, e ancora di violenze. È anche una storia di emigrazione involontaria, qualcosa di prossimo alla deportazione. È, infine, la storia della riacquisizione del proprio vero nome: reclamato, reimparato”.

C’è un nuovo importante capitolo nella lunga e tormentata storia di Joy Ehikioya, 23 anni originaria della Nigeria. Una vita da lei stessa raccontata in un diario di testimonianze sulle angosce, le difficoltà e le occasioni di riscatto di chi è costretto a lasciare la propria terra per scappare in un luogo più sicuro.

Questo nuovo capitolo è pieno di orgoglio e di promesse per il futuro: è la storia di una laurea raggiunta con impegno e determinazione oggi all’Università di Trento.

Joy Ehikioya è la prima studentessa del Progetto accoglienza richiedenti asilo e rifugiati/e promosso dall’Università di Trento a raggiungere questo importante traguardo.

Il traguardo di Joy Ehikioya: dalle violenze alla laurea a Trento

La studentessa nigeriana Joy Ehikioya è la prima iscritta al Progetto accoglienza richiedenti asilo e rifugiati/e dell’Università di Trento che consegue la laurea. Una storia di coraggio e riscatto da un passato difficile. Grande soddisfazione per il traguardo raggiunto e congratulazioni alla neo dottoressa dal rettore, da tutta la comunità universitaria, dagli amici e da chi l'ha sostenuta nel percorso.

Ha infatti conseguito la laurea triennale in Comparative European and International legal studies, un percorso di studi nuovo che la Facoltà di Giurisprudenza offre interamente in lingua inglese.

La discussione si è svolta nel pomeriggio di ieri (29 settembre) alla Facoltà di Giurisprudenza. Poi un rapido saluto con parenti e amici e subito a Palazzo Sardagna per un incontro con il rettore Flavio Deflorian e la prorettrice alle politiche di equità e diversità Barbara Poggio, che hanno voluto condividere con lei la gioia di questo traguardo raggiunto.

Riprendersi la vita: la storia della neo dottoressa Joy Ehikioya

La studentessa nigeriana Joy Ehikioya è la prima iscritta al Progetto accoglienza richiedenti asilo e rifugiati/e dell’Università di Trento che consegue la laurea. Una storia di coraggio e riscatto da un passato difficile. Grande soddisfazione per il traguardo raggiunto e congratulazioni alla neo dottoressa dal rettore, da tutta la comunità universitaria, dagli amici e da chi l'ha sostenuta nel percorso (foto Federico Nardelli) - LEGGI la storia

Un risultato che premia la studentessa in primo luogo, ma che è anche una soddisfazione per le persone che hanno lavorato in questi anni al Progetto accoglienza richiedenti asilo e rifugiati/e.

Il progetto assicura alle studentesse e agli studenti selezionati vitto e alloggio e un affiancamento e sostegno per usufruire di tutti i servizi messi a disposizione dall’Ateneo

. Al momento il progetto segue 15 tra studenti e studentesse da 10 Paesi.

«Fin da quando è arrivata all’università di Trento, Joy Ehikioya ha mostrato forte motivazione per lo studio e una grande passione per l’ambito prescelto, quello degli studi giuridici internazionali. In poco tempo ha imparato la lingua italiana ed è riuscita a costruire molte relazioni» commenta la prorettrice Barbara Poggio che ha seguito la storia di Joy da vicino in questi anni.

«È una ragazza molto determinata: nei tre anni non soltanto ha ottenuto tutti i crediti richiesti per rimanere nel progetto, ma li ha addirittura superati, laureandosi in corso con ottimi voti in molte discipline. Il percorso di Joy rappresenta un motivo di grande soddisfazione per l’Ateneo e credo possa essere di ispirazione per molti altri studenti e studentesse».

Nel corso della sua carriera universitaria a UniTrento ha partecipato a molti eventi legati al tema dei richiedenti asilo e rifugiati ed è stata invitata dall’Ateneo a partecipare a vari eventi per portare la sua testimonianza di studentessa richiedente asilo e poi rifugiata nel progetto di accoglienza.

Con il suo sostegno ai nuovi studenti e colleghi universitari inseriti nel programma si è rivelata una risorsa fondamentale per la buona riuscita del progetto.

Durante i suoi anni di studio ha anche svolto varie attività lavorative con il programma di collaborazione studentesca “150 ore” come sostegno alle studentesse e agli studenti internazionali nel polo di Povo.

Significativo anche il tema della sua tesi - "Integration as an aftermath of Migration" discussa con la relatrice Elena Fasoli – dedicata alla promozione dell’integrazione efficace di chi arriva da lontano.