Giallo di Bolzano

Il vicino dei Neumair: «Rapporti sempre tesi in quella casa»

Anche a Natale diverbio in presenza della sorella Intanto la difesa cambia strategia e adotta la linea del silenzio. Ieri falso allarme per la segnalazione di un corpo nell’Adige



BOLZANO. Ancora un niente di fatto nelle ricerche del corpo di Peter Neumair, l’uomo scomparso a Bolzano lo scorso 4 gennaio con la consorte Laura Perselli. Se il corpo della donna è già stato recuperato dall’Adige – l’autopsia parla di morte per strangolamento –, quello dell’uomo deve ancora essere trovato. 

Ieri le ricerche del corpo di Peter Neumair nelle acque dell’Adige avrebbero dovuto essere sospese per una giornata di riposo dei volontari. In realtà a metà mattina sono stati mobilitati i vigili del fuoco, anche quelli permanenti di Bolzano, a seguito della segnalazione di un cittadino (Erwin Girardi) che durante una passeggiata lungo l’argine dell’Adige, all’altezza di Laghetti di Egna, ha visto galleggiare nell’acqua qualcosa di strano (e non ben definito) che era trasportato dalla corrente in direzione sud.

Rapporti tesi in famiglia.

Da un inquilino della villa di via Castel Roncolo arriva una conferma che potrebbe nascondere il movente del terribile delitto di cui è accusato Benno Neumair. I rapporti con i genitori, in particolare con la madre, non sarebbero mai stati buoni. Nell’ambito della vita quotidiana Benno non sarebbe mai rimasto in compagnia dei propri genitori, neppure in momenti di tranquillità e relax. Con papà Peter e mamma Laura, insomma, non c’era feeling, esattamente il contrario di quanto accadeva quando a Bolzano giungeva per qualche giorno la sorella Madè che amava farsi un giro in città con i genitori e la si vedeva uscire di casa.

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