I trentini tolgono le mascherine… ma a metà
Molti sollevati a poter camminare senza, ma c'è chi continua ad indossarle nonostante lo stop all’obbligo. E i bambini della caccia al tesoro la tengono perché manca il distanziamento
LE FOTO. Primo giorno di "libertà", le reazioni in centro città
TRENTO. In una “annoiata” Trento del lunedì mattina, con tanti negozi che rispettano la mezza giornata di chiusura e poca gente in giro, il poter circolare liberamente senza dover indossare la mascherina pare aver colto nel segno solo a metà.
Infatti sono molti coloro che la indossano, compresi, inspiegabilmente, chi la tiene sul viso pure in automobile anche quando è da solo.
Roberta Trentini, titolare di Casa Groff, accoglie con sollievo la possibilità, anche se confessa: “Quando ero sicura di essere da sola all’aperto non la indossavo nemmeno negli ultimi giorni. Ora certamente nel locale si deve portare ma appena esco è la prima cosa di cui mi libero”.
Lorenzo Ischia, mascherina sul mento, è intento al lavaggio interno di una vettura nel distributore Esso di viale Verona: “E’ un sacrificio indossarla - dice mentre aiuta una signora a fare il pieno – ma quando laviamo l’esterno e siamo da soli, la abbassiamo. Ma alla sera quando sono con amici o la domenica al lago la mascherina resta in tasca!”.
Stefano Facchinelli, titolare con il fratello Gianluca dello storico Caffè Olimpia, plaude alla possibilità: “Certamente tenerla tutto il giorno è diventato una tortura, ora non nel locale ma all’aperto la si può finalmente abbassare. Quello che mi chiedo invece è se una volta presa l’ordinazione al plateatico ed entro nel bar vuoto, la devo tenere su o la posso lasciare abbassata?”.
Via la mascherina, ma c'è chi la tiene
Ciclisti tedeschi sollevati, così come i baristi nel primo giorno a Trento senza l'obbligo di mascherina all'aperto. I bambini che fanno la caccia al tesoro in centro però se la tengono perché non possono rispettare il distanziamento. LE FOTO (di Claudio Libera)
Vilma Tomasi, titolare dell’omonima boutique di piazza Duomo, confida: “Io credo che continuerò ad indossarla, per garanzia mia e degli altri. Certo, sarebbe una liberazione girare senza ma io quest’inverno non ho fatto nemmeno l’influenza, quindi vorrei continuare a stare bene”.
In piazza Duomo, alla fontanella dell’aquila, un gruppo di ciclisti, donne e uomini, riempie le borracce d’acqua. Sono tedeschi e per loro parla Angela, con un ottimo italiano: “Veniamo da varie parti della Germania; siamo partiti sette giorni fa da Ausburg ed andiamo a Riva del Garda. Il nostro giro finisce oggi; andiamo a Rovereto, poi Mori, facciamo il passo di San Giovanni, Torbole e Riva del Garda. Poi il ritorno a casa, chi in treno, chi in pullman e chi con mezzi propri. Siamo a conoscenza della possibilità di girare senza mascherine, noi pedalando lo facciamo da giorni e speriamo comunque che non ci sia una quarta volta, sarebbe una vera disgrazia”.
A fianco del Museo Diocesano, un gruppetto di bambini e adolescenti: sono i frequentatori della colonia diurna gestita dalla Cooperativa Arianna. Con loro le educatrici Martina ed Inti (che significa sole, nella lingua andina, anche se lei è di Città del Messico). “Stiamo facendo la caccia al tesoro legata all’iniziativa del Comune Fiori al centro! I bambini devono indossare la mascherina perché non possono mantenere la distanza di due metri fra loro, quindi sono obbligati a questo piccolo sacrificio ma l’entusiasmo sopperisce anche a questa costrizione”.
La città si anima, gli operai del Comune smontano le installazioni delle Vigiliane di piazza Duomo, le restauratrici ritoccano gli affreschi del palazzo che fa angolo tra via Ss. Trinità e via Mazzini, camion delle consegne girano ovunque, la città, nonostante i 28° si sta attivando, in parte senza mascherina.