IL CASO

I panificatori del Trentino cercano soluzioni per la vendita diretta

Associazione unita contro la decisione di Sait di recedere da tutti i contratti a favore di un unico fornitore



TRENTO. Il consiglio direttivo dell'Associazione panificatori del Trentino, riunitosi in videoconferenza con la partecipazione di tutte le aziende, associate e non, ha deciso di cercare soluzioni innovative idonee per vendere il pane direttamente al consumatore finale.

Le decisione - riporta una nota - è una prima risposta alla decisione di Sait, il consorzio acquisti delle cooperative trentine, di recedere da tutti i contratti per la fornitura di pane nei punti vendita a favore di un solo fornitore. «Siamo quantomeno perplessi dalla scelta di Sait, non tanto dal punto di vista aziendale, in fin dei conti si tratta di una scelta legittima, ma del metodo e dell'opportunità da un punto di vista del sistema trentino. Temiamo che questa possa essere la prima mossa di un'azione che va a scardinare alcuni presidi importanti della nostra economia e del nostro territorio», ha detto il presidente Emanuele Bonafini. Il vicepresidente Francesco Vivori ha invece usato parole più dure.

«Ci sentiamo offesi - ha detto - dalle parole del presidente del Sait, quando dice che il pane trentino è un pane di scarsa qualità e costoso». 













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