caporalato

Fiom del Trentino: “La denuncia è partita da noi, i pakistani lavoravano anche 12 ore senza pause”

Il sindacato: “Nell'autunno scorso due lavoratori pakistani si sono rivolti a noi per chiedere aiuto e supporto”

LA VIDEOSCHEDA: la ricostruzione dell'operazione dei carabinieri

TRENTO. “E' partita dalla Fiom del Trentino la denuncia per i gravissimi fatti di caporalato che si sono verificati nell'azienda Bm Service di Lavis, almeno per quanto riguarda il filone relativo al nostro territorio. Nell'autunno scorso, infatti, due lavoratori pakistani si sono rivolti al sindacato di Via Muredei per chiedere aiuto e supporto raccontando le scorrettezze e vessazioni subite dall'azienda”. Lo dice una nota della Fiom del Trentino.

“Anche in Trentino come in Veneto, purtroppo - sottolinea il sindacato - i lavoratori, tutti cittadini pakistani, erano assunti con regolare contratto, ma lavoravano anche dodici ore al giorno senza pause né ferie. Bm Service non corrispondeva in modo corretto le retribuzioni rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato, i lavoratori venivano costretti a prelevare con il bancomat e restituire una parte della retribuzione erogata, e venivano ospitati in situazioni alloggiative degradanti. I lavoratori vittime di questa situazione sono tutte persone che versavano in uno stato di bisogno, avendo per lo più permessi di soggiorno per motivi di asilo politico e senza fissa dimora”.