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Ex Sloi, per agosto attesa l'ordinanza sulla messa in sicurezza

L'ordinanza, in linea con la sentenza del Consiglio di Stato - che fissa la data limite al 6 settembre, spiegherà l'esito della zona inquinata: l'altra possibilità, oltre un'azione diretta dei proprietari, sembra essere quella dell'esproprio. La zona tornerebbe così in mano pubblica 



TRENTO. "Nel mese di agosto faremo l'ordinanza per contenere l'inquinamento nell'area dell'ex Sloi, come previsto dalla recente sentenza del Consiglio di Stato. Si tratta comunque di aree Sin di competenza del Ministero dell'ambiente, quindi, al di là di quello che farà il Comune, l'ordinanza che conta è quella del Ministero dell'ambiente", ha dichiarato sul tema – in seguito a una conferenza stampa, il sindaco di Trento Franco Ianeselli.

"Dall'incendio della Sloi del 1978 abbiamo questo bubbone, questa ferita nella città. Una sentenza del Consiglio di Stato dice che il Comune deve procedere con un'ordinanza entro il 6 settembre in cui dobbiamo cercare i proprietari originari e i responsabili dell'inquinamento e richiedere la messa in sicurezza delle aree”, ha proseguito il sindaco.

“Ad ogni modo, l'obiettivo di Provincia e Comune di Trento è quello di cambiare schema: agli attuali proprietari a cui abbiamo detto che possono edificare previo disinquinamento. Ciò non è avvenuto. L'altra possibilità è procedere con un esproprio per far tornare in mano pubblica queste aree (anche se non è facile capire il valore di aree così altamente inquinate)", ha specificato il sindaco.

Il primo cittadino ha voluto precisare inoltre come la circonvallazione ferroviaria attualmente in fase di realizzazione "attraverserà le aree inquinate di Trento nord, ma raddoppierà la ferrovia esistente tra le aree ex Sloi ed ex Carbochimica". 













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