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Covid e la festa per lo scudetto dell’Inter: per il trentino Battiston sono fatti che “lasciano tracce”

Per lo studioso è possibile che verso il 10 maggio si osservi una crescita dell’indice Rt



ROMA. La folla scesa nelle strade per festeggiare l'Inter potrebbe lasciare un segno nella diffusione dell'infezione: "Sono fenomeni che lasciano tracce", dice il fisico Roberto Battiston, dell'Università di Trento e coordinatore dell'Osservatorio dei dati epidemiologici in collaborazione con l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas).

La festa per lo scudetto dell'Inter, osserva, ha purtroppo avuto un precedente nella partita Atalanta-Valencia che il 19 febbraio 2020 aveva portato 2.500 spagnoli a San Siro: un evento diventato famoso per essere stato un superdiffusore in quanto, secondo le analisi dell'agenzia di ricerca Intwig, in quell'occasione venne contagiato uno spettatore su cinque.

Recentemente in Italia ci sono stati due momenti di apertura: il 7 aprile, quando è ripartita la scuola in presenza dai nidi fino alla prima media, con le altre classi fino alle superiori al 50% in Dad, e il 26 aprile, con il passaggio in giallo della maggior parte delle regioni e la riapertura di bar, ristoranti, teatri e cinema.

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Molti senza mascherina

Per Battison è possibile che "verso il 10 maggio si osservi un eventuale effetto di crescita dell'indice di contagio Rt".

Secondo i calcoli del fisico, che monitora l'epidemia usando i dati della Protezione Civile con risultati simili a quelli dell'Istituto Superiore di Sanita' (Iss) e Fondazione Bruno Kessler, l'indice attualmente è stabile intorno a 0,91: un valore più alto dello 0,85% indicato dall'Iss nell'ultimo monitoraggio relativo al 19-25 aprile.

Considerando l'alto numero di nuovi casi giornalieri e degli infetti attivi "senza la campagna di vaccinazione l'Rt sarebbe probabilmente molto più alto, mentre per ora è fermo al di sotto di 1.

Non solo ma anche il numero di morti, in particolare tra le classi più anziane, sta scendendo in modo molto significativo, sempre grazie alle vaccinazioni".

Un altro fatto positivo, prosegue Battiston, è che da un mese il numero degli infetti attivi si riduce di circa'1% al giorno e intanto aumenta il numero dei vaccinati al ritmo di circa 1% ogni due giorni: a fine maggio 14 milioni hanno avuto almeno una dose, pari al 23% degli italiani, e si stima che nella seconda ondata 10 milioni abbiano avuto la malattia e siano guariti, pari ad un altro 16 %.

"Di conseguenza quasi il 40% degli italiani ha un livello di protezione più o meno alto", osserva. "Siamo ancora di fronte ad un virus ancora molto attivo, l'infezione è molto presente nei territori, ma - aggiunge - nel processo di contagio quasi il 40% della popolazione è 'invisibile' o poco visibile al virus".

Al momento i possibili scenari sono due: nel braccio di ferro fra le vaccinazioni e il virus le prime potrebbero avere la meglio, tanto da controbilanciare le riaperture del 26 aprile e tenere l'Rt sotto uno, oppure il virus potrebbe riprendere ad espandersi e allora la situazione potrebbe diventare difficile. "Una risposta potrà però arrivare solo intorno al 10 maggio". 













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