L'EMERGENZA

Covid-19, in Alto Adige bar aperti fino alle 18 ma non il sabato e la domenica

Presentati i punti della nuova ordinanza anti-contagio. Alimentari chiusi la domenica (come gli altri negozi) ma senza il limite orario delle 18, che resta invece per i ristoranti. Negozi nei centri commerciali chiusi sia il sabato che la domenica. 



BOLZANO. In Alto Adige bar, gelaterie e pasticcerie non devono chiudere ma possono tenere aperto da lunedì a venerdì dalle 5 alle 18. Vige però l'obbligo del posto a sedere con non più di quattro persone per tavolo. Lo ha annunciato il governatore Arno Kompatscher, presentando la nuova ordinanza, che entrerà in vigore domani, 31 ottobre, e varrà fino al 24 novembre.

Come già anticipato, vengono sospese le attività di cinema e teatri, nelle scuole superiori l'insegnamento in presenza viene limitato al massimo al 50% e viene introdotto l'obbligo di mascherina in classe.

Tutti i negozi devono chiudere alle ore 18 e non potranno aprire la domenica e nei festivi (fanno eccezione farmacie ed edicole), così come gli alimentari, che però possono tenere aperto oltre le 18.

I negozi nei centri commerciali, fatta eccezione per ristoranti ed alimentari, resteranno chiusi sia il sabato che la domenica

I ristoranti potranno tenere aperto fino alle ore 18. È consentito il take away ma vietata la consumazione all'aperto per evitare assembramenti.

Gli sport individuali - ha precisato il governatore - restano consentiti, mentre si fermano tutti gli allenamenti e sport di squadra.

In conclusione il presidente ha rinnovato l'appello alla popolazione a rispettare queste regole «che possono avere successo solo se tutta la cittadinanza collabora».

Kompatscher ha spiegato che con la nuova ordinanza - che entrerà in vigore domani e varrà fino al 24 novembre - si vuole «spezzare l'onda, garantendo il funzionamento della scuola e delle attività economiche». «Sfruttiamo il mese di novembre - ha detto - che grazie alle ferie scolastiche d'autunno e la presenza ridotta di turisti permette di diminuire gli spostamenti».













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