Consegnate in Provincia 6.500 firme contro la caccia in deroga al fringuello
Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf: «Cancellati 35 anni di tradizione di protezione della specie, la giunta annulli in autotutela questa norma antistorica, altrimenti sarà contenzioso giudiziario»
IL TEMA Trentino, petizione contro la caccia in deroga al fringuello
Le associazioni trentine coinvolte comunicano che ieri sono state consegnate all’assessore provinciale Roberto Failoni, 6.500 firme provenienti da una petizione promossa da Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf, finalizzata a chiedere la sospensione della deroga che autorizza l’abbattimento di oltre 12.000 fringuelli (Fringilla coelebs), specie non cacciabile.
«Il Trentino - si legge in un comunicato diffuso ieri dal Wwf trentino - ha costruito negli anni una reputazione internazionale di destinazione "green": come rileva l’indagine Doxa sul turismo recentemente pubblicata, chi sceglie la nostra provincia lo fa per natura autentica, aria pulita e paesaggi incontaminati.
Un atto come quello contestato dalle associazioni incrina pesantemente quell’immagine e contraddice le stesse politiche di promozione territoriale: non vi è beneficio pubblico misurabile che compensi il danno reputazionale e
culturale.
In un colpo solo il Trentino cancella anzi trentacinque anni di tradizione di tutela della specie, che anche grazie a questa tutela di lungo corso è presente con grandi contingenti.
Questi numeri sono comunque ampiamente insufficienti a giustificare l'uccisione di animali grandi quanto il bossolo che i cacciatori gli userebbero contro.
In questa scelta, il Trentino non è seguito nemmeno da province confinanti come quella di Bolzano, ad ulteriore dimostrazione dell'antistoricità di questo provvedimento. Le firme raccolte - prosegue la nota - superiori al numero dei cacciatori da capanno e, secondo le nostre stime, all’intero corpo dei cacciatori attivi in Provincia - indicano con chiarezza che la deroga non risponde all’interesse generale».
Da qui l'appello alla giunta provinciale guidata da Maurizio Fugatti (Lega): «Chiediamo un atto di prudenza istituzionale, ovvero, di annullare immediatamente in autotutela il provvedimento evitando prelievi irreversibili su una specie non cacciabile e prevenendo ulteriori contenziosi oltre a quello già presentato dalle associazioni di fronte al Tar di Trento in discussione il 25 settembre.
L'opposizione non nasce da ostilità verso i cacciatori, molti dei quali certamente non aderiranno a questo scellerato provvedimento, quando dall’amore per la natura, dal rispetto delle regole europee e dal buon senso amministrativo. Annullare la deroga è la scelta più giusta per il Trentino» , conclude la nota del Wwf.