GIUSTIZIA

Cinque trentini truffati da un finto avvocato

In cinque avevano investito in un fondo affidandosi ad un sedicente legale che ora dovrà risarcirli per oltre 300 mila euro



BOLZANO. Un investimento che, a posteriori, si è rivelato un azzardo, ma che prometteva un guadagno quasi del 200 per cento.

Un investimento che ha ingolosito cinque trentini, i quali, insieme, hanno investito 400 mila euro, contando di farli aumentare in maniera vertiginosa.

Ma quando si sono resi conto che il loro denaro era destinato a sparire e loro quindi non avrebbero avuto di ritorno neppure il capitale iniziale, hanno cercato un uomo che potesse recuperare i soldi. E lo hanno trovato in un cinquantenne originario della capitale ma residente a Trento che vanta un curriculum di tantissime pagine e si presentava come un avvocato e procacciatore d’affari a livello internazionale iscritto a diversi fori europei con numerose esperienze alle spalle. Insomma sembrava l’uomo giusto al momento giusto. Ma così non era.

Almeno stando alla condanna inflitta al cinquantenne da giudice: un anno e 10 mesi per truffa e sostituzione di persona. Condanna pesante anche dal punto di vista economico visto che è stato chiamato a rinfondere le cinque parti costituite per oltre 300 mila euro.













Ambiente&Percorsi

L'EVENTO

Coesistenza Festival, sul Bondone per riflessioni sulla natura e noi

Campo base alle ex caserme austroungariche delle Viote e molti eventi al Giardino botanico alpino, per la quinta edizione, in programma dal 4 al 6 settembre. Previsti dialoghi, documentari, esperienze sul campo, escursioni, albe selvatiche, tramonti musicali

Aggiungi Giornaletrentino.it tra le fonti preferite del tuo account Google

CINEMA

«La ragazza con la Leica»: storia della prima fotoreporter uccisa sul campo di battaglia

Alina Marazzi presenta in gara alla Mostra di Venezia un film, liberamente ispirato all'omonimo romanzo di Helena Janeczek, sulla vicenda della tedesca Gerda Taro, travolta da un carro armato a soli 26 anni, nel 1937 a Brunete, mentre stava realizzando una nuova testimonianza sulla Guerra civile spagnola, dopo quella fatta insieme al compagno Robert Capa, considerato fra l'altro l'autore nel 1936 della celebre foto «Il miliziano colpito a morte»


FRANCESCA PIERLEONI

Primo piano