il carroccio nella bufera

Caso Savoi, Coppola: “Le dimissioni non cancellano la gravità del linguaggio sessista e offensivo”

La consigliera provinciale se la prende anche con Fugatti: “Il suo è un silenzio assordante”. Gli interventi di Fratelli d’Italia, Patt, Kaswalder e Segnana

LA VICENDA: le frasi offensive che hanno scatenato la bufera 

 



TRENTO. La vicenda del presidente della Lega di Trento Savoi e delle sue frasi offensive nei confronti delle donne hanno scatenato diverse reazioni. 

“Le dimissioni da presidente della Lega trentina del consigliere Alessandro  Savoi e la presa di posizione forse un po' tardiva del presidente del Consiglio provinciale Walter  Kaswalder – commenta la consigliera provinciale Lucia Coppola – non cancellano la  gravità del linguaggio sessista e offensivo usato dal consigliere provinciale sui social nel definire due consigliere che sono passate ad altro partito. Assordante è finora il silenzio del presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti, del cui partito Savoi è noto e storico esponente. La piena solidarietà mia e dei Verdi del Trentino va ad Alessia  Ambrosi e Katia Rossato, vittime di una intollerabile violenza verbale. Un uomo delle istituzioni che trascende in questo modo denota una cultura misogina e maschilista e una interpretazione del suo  ruolo istituzionale che non può che essere condannata in modo forte e convinto. Da consigliera provinciale di minoranza devo purtroppo denunciare che l' uso improprio di gesti e parole in Consiglio Provinciale è stata sin qui troppo tollerata e consentita e questi sono i risultati. Raramente e blandamente stigmatizzata.  Lo sprezzo per le scelte di due consigliere,  se pure non condivise, vanno rispettate. Questa è purtroppo, ancora una volta, l' immagine deteriore della politica e delle istituzioni che viene consegnata all' opinione pubblica  proprio da chi dovrebbe garantirne l'onorabilità.  Auspico perciò nel prossimo  futuro che la gestione dell'aula, anche sulla base di questo ennesimo episodio, sia più attenta e stringente. Più severa. Educazione e rispetto reciproco sono davvero le condizioni minime affinché la normale, e pure auspicabile, dialettica politica non trascenda mai”. 

La consigliera Coppola fa riferimento anche alla presa di posizione del presidente del consiglio provinciale Walter Kaswalder, che ha commentato così l’iniziativa di Savoi: “Lo sfogo di Alessandro Savoi supera il più elementare limite di rispetto verso le scelte altrui e di continenza delle opinioni, per di più con una deriva di tipo sessista. Nel mio ruolo esprimo solidarietà alle consigliere prese di mira ed esprimo totale dissenso verso questo modo di interpretare il confronto politico”. 

Ma sulla vicenda è intervenuto anche Alessandro Urzì, consigliere regionale di Fratelli d’Italia: “Ho già provveduto ad informare il presidente del Consiglio regionale del mio profondo disagio, in qualità di membro di rappresentanza della minoranza politica nell'Ufficio di presidenza per le dichiarazioni apparse sui social e riferite ad un collega parimenti membro del nostro ufficio. Si tratta dell'attribuzione di epiteti che non lasciano margini al dubbio di rappresentare un atto di offesa verso due colleghe consigliere regionali per il solo fatto di essere donne. Un giudizio che alimenta la subcultura della discriminazione femminile che solo pochi giorni fa ha meritato, l'8 marzo, una giornata di profonda riflessione a cui non si è sottratto lo stesso Presidente della Repubblica: rispettare le donne anche con il linguaggio, la parità di genere è anche una questione culturale - aveva ammonito Mattarella”.

“Il presidente della Lega Trentino, Alessandro Savoi, si scusi subito con le consigliere Ambrosi e Rossato e tragga le adeguate conseguenze per le dichiarazioni aberranti di cui si è reso responsabile. La assoluta mancanza di rispetto e le gravi offese nei confronti di persone, prima ancora che colleghe, colpevoli ai suoi occhi di aver fatto una scelta politica sgradita, evidenziano un comportamento grave e imperdonabile. Una cosa è la corretta dialettica politica, anche la polemica aspra, un'altra è il vile insulto che scredita e rende impresentabile solo chi lo pronuncia”, dichiara Maria Cristina Caretta, deputata di Fratelli d'Italia.

“Solidali con Ambrosi e Rossato alle quali il Presidente della Lega ha riservato un giudizio scurrile volgare e totalmente fuori luogo. Inaccettabile! É ora di smetterla di paragonare la donna che ha un pensiero diverso a una poco di buono. Il cambio di partito di Rossato e Ambrosi (come quello di molti altri) può non essere condivisibile e aprire il dibattito su cosa significhi rappresentare un partito e gli elettori che lo sostengono, ma ciò non può essere un alibi per giustificare la violenza e l'inadeguatezza del linguaggio. Ma se già tutto ciò è grave, a peggiorare le cose è il ruolo istituzionale che il consigliere Savoi riveste: non è più tollerabile accettare un simile linguaggio da chi siede in rappresentanza della massima istituzione locale ovvero il consiglio provinciale! Auspichiamo una presa di posizione forte a tali atteggiamenti e linguaggi da parte della sua squadra, in modo particolare da parte del presidente fugatti. È urgente che la politica tutta si faccia un esame di coscienza e si impegni a usare un linguaggio civile e rispettoso. Il confronto politico deve concentrarsi sui temi non travalicare mai, in nessun caso, nella sfera personale. Quella di Savoi è la punta dell'iceberg si un problema più serio e profondo”, fanno sapere Roberta Bergamo, vicesegretaria politica Patt, e Simone Marchiori, segretario politico Patt

"'Ci sono scelte che fanno discutere e questo è normale. Ma se la discussione degenera in offesa questo non va bene. Se poi l'offesa degenera ulteriormente nel sessismo, allora non può che esserci il rifiuto categorico. La mia vicinanza a tutti i soggetti protagonisti di questa vicenda non può far venir meno la mia responsabilità e soprattutto le mie profonde convinzioni che solo un totale rispetto fra i generi può generare una reale parità. Non solo per le donne, ma per tutta la nostra società”, le parole dell’assessora provinciale Stefania Segnana.

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