Virus

Brusco aumento dell'influenza, a letto quasi in 7 milioni: più colpiti i bambini

Il picco atteso tra la terza e la quarta settimana di gennaio. Andreoni (Società malattie infettive): «Ancora due settimane intense. Vaccinazione consigliata per i soggetti fragili»


Manuela Correra


ROMA. Brusco aumento dei casi di influenza, complice la riapertura delle scuole dopo il periodo delle festività natalizie. Nell'ultima settimana, secondo il rapporto RespiVirNet dell'Istituto superiore di sanità (Iss), sono infatti 840mila gli italiani costretti a letto e, dall'inizio della sorveglianza a novembre, in circa 7 milioni sono già stati colpiti dal male di stagione.

Il picco, avvertono gli esperti, non è imminente e ci attendono almeno altre due o tre settimane di circolazione intensa dei virus influenzali, motivo per il quale la vaccinazione resta ancora valida e fortemente consigliata per i soggetti fragili. Nella settimana dal 6 al 12 gennaio, rileva l'Iss, il livello d'incidenza delle sindromi similinfluenzali in Italia è pari a 14,3 casi per mille assistiti (12,1 nella settimana precedente) e l'incidenza è in aumento in tutte le fasce di età, ma maggiormente colpiti sono i bambini sotto i cinque anni di età in cui l'incidenza è pari a 25,5 casi per mille assistiti (22,6 nella settimana precedente).

I casi stimati di sindrome similinfluenzale sono circa 841.000 nell'ultima settimana, per un totale di 6.793.000 casi a partire dall'inizio della sorveglianza. Sebbene la circolazione dei virus influenzali sia in aumento, l'Iss sottolinea che il numero di sindromi similinfluenzali è sostenuto anche da altri virus respiratori. Tra le Regioni, più colpite risultano Toscana, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia e Sicilia. Basilicata e la Calabria non hanno attivato la sorveglianza epidemiologica. In particolare, la percentuale dei campioni risultati positivi all'influenza sul totale dei campioni analizzati risulta pari al 27,2%, in ulteriore aumento rispetto alla settimana precedente (25,3%). 

"Sta accadendo quello che ci aspettavano - afferma Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali Simit e professore emerito di malattie infettive all'Università di Tor Vergata di Roma -. Dopo le festività, come accade ogni anno, c'è un incremento dei casi, che si acuisce con la riapertura delle scuole". Quanto al picco dei casi, "è atteso tra la fine della terza o della quarta settimana di gennaio: quindi - precisa - ci aspettiamo che questa brusca salita dei casi duri ancora per un paio di settimane per poi ridursi". Quanto basta per mettere a letto altri milioni di italiani: "Si stima che arriveremo in totale ad almeno 10 milioni di persone colpite prima della fine della stagione influenzale, con altri 3 milioni circa nelle prossime settimane".

Al momento, spiega l'esperto, "stanno circolando principalmente tre virus influenzali: AH1N1, AH3N e in minor misura il virus influenzale di tipo B, quindi è un momento di particolare intensità". Allerta massima, dunque, per i soggetti più fragili: "Il consiglio per i soggetti a rischio è di fare particolare attenzione se si è in posti affollati, ed in questo caso l'uso della mascherina sarebbe opportuno per ridurre al massimo il rischio di contagio". Inoltre, "considerato che i virus influenzali circoleranno presumibilmente fino alla fine di marzo, vaccinarsi è ancora possibile e chi è ad alto rischio - conclude Andreoni - dovrebbe certamente farlo". 













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