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Baby sitting domiciliare: nuovi buoni di servizio per le famiglie, ma solo per quattro comparti

La Provincia mette in campo 4,5 milioni di euro, lo strumento è cumulabile con il bonus baby sitter erogato da Inps. La misura è rivolta alle madri lavoratrici del settore privato e del settore pubblico per i soli comparti sanità, sicurezza, difesa e soccorso pubblico



TRENTO. Per agevolare il rientro al lavoro delle madri durante la Fase 2 dell'emergenza da Coronavirus la Giunta provinciale, su indicazione degli Assessori alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana e allo sviluppo economico,

ricerca e lavoro Achille Spinelli, ha modificato lo strumento, già in essere, dei buoni di servizio Fse.

L’obiettivo principale è tutelare l’occupazione femminile con un meccanismo che darà priorità alle situazioni in cui entrambe i genitori lavorano e, con le scuole ed i servizi chiusi, necessitano di un supporto per accudire i figli.

La misura è rivolta alle madri lavoratrici del settore privato e del settore pubblico limitatamente ai comparti sanità, sicurezza, difesa e soccorso pubblico.

Con le novità introdotte dall'esecutivo le madri, se richiamate al lavoro fuori casa, potranno ottenere servizi di cura e custodia domiciliare per i propri figli, in attesa che possano essere riattivati almeno in parte i servizi di accompagnamento e cura dei minori in forma collettiva.

Il provvedimento, che ha durata fino al 31 luglio 2020, prevede un costo orario di 20 euro per famiglia con 1 figlio e 25 euro per 2 o più figli; l'onere a carico delle famiglie è pari al 10% del costo del servizio. L’intervento è inoltre cumulabile al contributo erogato dall’INPS di 600 euro riguardante il bonus baby sitter, in modo da ridurre il costo residuo in carico alle famiglie. Si stima di sostenere economicamente circa 1000 nuclei familiari; le risorse messe in campo dalla Giunta ammontano a circa 4,5 milioni di euro.

Strumento e finalità

Viene modificato lo strumento dei buoni di servizio, attivato tramite il Programma Operativo del Fondo Sociale europeo 2014-2020 della Provincia autonoma di Trento, fino al 31 luglio 2020 per garantire il sostegno alle madri lavoratrici con il triplice obiettivo di:

  • svolgere l’attività lavorativa sollevandole dalla cura e custodia dei figli minori;
  • garantire la custodia e la cura dei minori presso il luogo di residenza/domicilio del nucleo familiare limitando così le occasioni di contagio;
  • garantire una adeguata copertura dei costi dei servizi domiciliari intervenendo sia sul valore/orario sia sul valore massimo da applicare a detti servizi da parte degli Enti accreditati per l’utilizzo dei Buoni di Servizio;

Protocollo COVID per la gestione del servizio

Il servizio si baserà su un principio di reciproca responsabilizzazione e collaborazione nel garantire la tutela del minore e del lavoratore e della famiglia fruitrice del servizio, in particolare attraverso:

  • utilizzo di dispositivi di protezione individuale da parte dell’operatore quali mascherine, grembiule o un camice monouso e disinfettante;
  • reciproca verifica preventiva dello stato di salute di ciascuno sia dell’operatore sia dei componenti del nucleo familiare ove si svolgerà il servizio;
  • particolare attenzione nella gestione dei rapporti con il minore in modo da ridurre al minimo le possibilità di contagio.

Conversioni dei buoni già assegnati e nuove domande

Chi è già assegnatario di buono di servizio può modificare i progetti di erogazione dei servizi (PES) già depositati, anche sui buoni già attivati, al fine di richiedere i servizi domiciliari (baby sitter).

I nuovi richiedenti - madri lavoratrici appartenenti a nucleo familiari con indicatore ICEF entro il valore 0,40 – hanno la possibilità di sottoscrizione on- line della domanda generata dal sistema informatico, attraverso l’utilizzo della firma OTP (one time password) senza obbligo di presentarsi presso gli sportelli del Servizio Europa.

Contributi massimi e costi

Alle madri lavoratrici è riconosciuto un contributo pari al 90% del costo, ovvero 18,00 euro/h per un minore e 22,50 euro/h nel caso di due o più minori.

Il costo massimo ammissibile dei servizi domiciliari, che gli Enti accreditati per l’utilizzo dei buoni di servizio potranno erogare, sarà:

  • 20,00 euro/ora per servizi erogati ad un solo minore;
  • 25,00 euro/ora per servizi erogati a più minori (indipendentemente se assegnatari di buono di servizio o meno e comunque rivolti a minori facenti parte del medesimo nucleo familiare)

L’intervento è cumulabile al contributo erogato dall’INPS per il bonus baby sitter per il costo residuo in carico alle famiglie.

Articolazione e durata sperimentale dello strumento

La misura è in grado di offrire una risposta a circa 1000 nuclei familiari fino al 31 luglio 2020.

L’intervento permetterà di erogare fino a 170.000 ore di servizio per nuclei familiari con un solo minore e fino a 130.000 ore di servizio per nuclei familiari con due o più figli.

L’attivazione potenziale sul territorio provinciale è di circa 130 Enti accreditati per l’erogazione del servizio.













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