viabilità ad arco 

«Via Stranfora, soluzione meno pericolosa» 

Doppio senso provvisorio per i lavori, l’amministrazione risponde ad Andrea Ravagni



ARCO. «Non esiste pericolo, nel provvisorio doppio senso di via Stranfora».

Così l’amministrazione arcense risponde all’interrogazione del consigliere comunale Andrea Ravagni, fugando ogni suo timore, legato a possibili disguidi in caso di incendio e/o emergenza sanitaria. La scelta di far procedere le auto nei due sensi di marcia, nel corso delle giornate in cui si effettuano i lavori di pavimentazione di Porta Stranfora e della più ampia via Fossa Grande, sarebbe stata infatti, spiegano l’assessore all’urbanistica, Stefano Miori, e il sindaco, Alessandro Betta, «frutto della valutazione di molteplici soluzioni viabilistiche da parte della Polizia. Tutte le altre proposte sono tuttavia risultate meno sicure, in quanto avrebbero obbligato i veicoli a percorrere strade inadeguate, verso la rupe del Castello in direzione Laghel». Oltre a ciò, si legge ancora, «è risaputo che per le emergenze i mezzi di soccorso hanno la precedenza persino sui semafori».

Netta la risposta anche per quanto riguarda la cosiddetta “panca”, la barriera di cemento alta 50 centimetri che correrà lungo il marciapiede (attualmente in costruzione) di via Fossa Grande, per garantire la sicurezza dei pedoni. Se per il consigliere Andrea Ravagni, infatti, «era forse più efficace, meno impattante e meno costosa la scelta di un percorso alternativo che seguisse il muro di cinta del parco», per l’amministrazione «il progetto, valutato dai tecnici responsabili dei Beni Culturali, dagli uffici comunali e dagli stessi progettisti, risulta essere del tutto consono alle sue finalità, nonché il risultato di modifiche studiate con il Gruppo spontaneo dei cittadini, così da migliorare gli spazi a disposizione dei parcheggi». Una problematica, anche quella dei posti auto, «tutt’ora in fase di elaborazione, attraverso uno stretto dialogo tra amministrazione e i cittadini, facenti parte del Gruppo spontaneo e del Comitato di partecipazione» - concludono assessore e sindaco. «Un lavoro di mediazione del quale il consigliere - termina la risposta dell’amministrazione - non può fingere di non essere a conoscenza».

(k.d.e.)













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