il caso

“Arco, è calato il silenzio sugli abusi edilizi”

Comitati e associazioni aderenti al Coordinamento Ambiente Alto Garda e Ledro vanno all’attacco dell’amministrazione (nella foto dall’alto l’ex Argentina)

ARCO. "Sembra che l’amministrazione di Arco abbia intenzionalmente fatto calare il silenzio su abusi significativi già accertati ma per i quali non si conoscono le misure amministrative adottate”. Lo scrivono in una nota comitati e associazioni aderenti al Coordinamento Ambiente Alto Garda e Ledro: Italia Nostra sez. Trento, associazione Rotte Inverse, associazione per il Wwf Trentino e Comitato Sviluppo Sostenibile.

Il caso più clamoroso – continua la nota – “quello avvenuto all’ex-Argentina, complesso residenziale ora chiamato eufemisticamente Olivenheim. Come è noto il perito nominato dal Tribunale di Trento ha accertato una volumetria abusiva di quasi 4.900 metri cubi in buona parte consistenti in posti auto posti fuori terra. Vista la dimensione dell’abuso rilevato, la normativa prevede che l’amministrazione comunale, nel caso non si possa demolire il volume non autorizzato e ritenga di rilevante interesse urbanistico l’abuso perpetrato, possa acquisire al proprio patrimonio la suddetta volumetria. Ora sembra scontato trattarsi nella fattispecie di rilevante interesse urbanistico dato lo scempio paesaggistico compiuto e accertato anche in sede giudiziaria. Sarebbe d’altronde molto utile per la comunità disporre di posti auto pubblici da mettere a disposizione dei residenti del centro storico di Stranfora. Non sembra però l’amministrazione arcense che intenda muoversi in questa direzione. Anzi. Da notizie apparse recentemente sulla stampa sembra voler riconoscere al costruttore una ulteriore volumetria, pare di 5.300 metri cubi. A prima vista quindi pare che l’abuso non sia soltanto non perseguito, ma addirittura premiato. Né si può sostenere che la volumeria aggiuntiva, eventualmente riconosciuta, derivi da quanto non attuato del vecchio piano attuativo ampiamente scaduto perché chiaramente la norma concede all’amministrazione ampia facoltà di ripianificare il piano senza l’obbligo di rispettare le previsioni del vecchio piano”.

“Ma altri importanti abusi edilizi paiono caduti nell’oblio. A chi frequenta il parco Nelson Mandela alle Braile si presenta il triste spettacolo della villa Maria in stato di abbandono. Villa storica risalente all’epoca del Kurort un tempo dotata di preziosi giardini a più livelli terrazzati chiusi da parapetti a colonnine e chiusi sul lato est da un muro antico. Giardini e muro antico colpevolmente distrutti per far posto al moderno albergo attiguo e alla scala di risalita a via Lomego. Il Servizio Tecnico comunale, a seguito di nostra segnalazione, ha accertato gli abusi commessi. Non abbiamo notizie delle misure adottate per perseguirli. Risulta evidente che nessun ripristino è stato effettuato e il danno paesaggistico conseguente è sotto gli occhi di tutti”.

Riguardo alla vicenda del supermercato ALDI, “dopo lunga attesa, il Comune ha finalmente adottato in autotutela il provvedimento di revoca del permesso di costruire per mancato rispetto degli standard di parcheggio previsti dalla norma. Ma altre irregolarità erano state da noi segnalate: mancato rispetto della prescritta fascia di verde alberato per una profondità di 15 metri, non prevista cessione a titolo gratuito al comune di una striscia larga 5 metri lungo via S.Caterina, non osservanza della fascia di rispetto stradale rispetto alla rotatoria di S.Andrea”.

“Forse l’amministrazione ritiene questi eventuali abusi di minore rilevanza?”, si chiedono associazioni e comitati del coordinamento.

“Che dire poi del bicigrill al Linfano trasformatosi di fatto in un ristorante a tutti gli effetti con ampio parcheggio in area agricola di pregio in grado di ospitare varie decine di auto invece dei 4 posti auto autorizzati. Pertanto un evidente abuso con danno per altri ristoratori rispettosi delle norme urbanistiche. Il sindaco Betta afferma di aver avvertito la polizia locale. Costa grande sforzo apporre all’imbocco della stradina interpoderale che conduce all’”autogrill” un cartello di divieto di accesso ai non autorizzati e far rispettare il divieto?”

La nota si chiude con la richiesta all’amministrazione comunale di “chiarire come intenda procedere per perseguire gli abusi”.