Niente referendum sulla stalla 

A Ledro i garanti bocciano il quesito: martedì il progetto va in consiglio per il via libera definitivo

di Aldo Cadili
LEDRO. Svolta decisiva, a Ledro, nella travagliata vicenda della costruzione di una stalla per 120 capre nella piana di Santa Lucia. E' stata dichiarata non ammissibile la richiesta di indire un referendum popolare per bloccare la realizzazione dell’opera. Di conseguenza martedì sera, alle 20, nell'ex municipio di Tiarno di Sotto, è stato indetto un consiglio comunale straordinario con all’ordine del giorno la concessione della deroga urbanistica. Sarà l’ultimo atto della lunga trafila burocratica che consentirà l’avvio dei lavori dell’edificio agricolo. L’esito della votazione è pressoché scontato visti i voti favorevoli dei nove rappresentanti della maggioranza.

La decisione di non consentire la consultazione (sarebbe stata limitata ai residenti di Bezzecca con diritto al voto) è stata adottata dai tre garanti di nomina consiliare. Secondo indiscrezioni, il diniego sarebbe stato giustificato dalla mancanza di uno specifico regolamento municipale che indichi le modalità della consultazione referendaria (svolgimento per l'intera comunità ledrense o per quella frazionale, cioè nell’ambito di uno dei sei comuni prima della loro unificazione, il numero dei richiedenti, l’orario dei seggi, il quorum dei votanti, ecc.). Se queste anticipazioni saranno confermate la vicenda potrebbe avere un seguito a suon di “carte bollate” in quanto già nei giorni scorsi i legali del Comitato “Piana di Santa Lucia” avevano rammentato che in mancanza di un regolamento comunale si fa riferimento a quello di livello superiore che è quello regionale. Tutto lascia supporre che tale argomentazione sarà fatta valere nelle sedi competenti.

Negli ultimi mesi, non solo a Bezzecca, la contrarietà alla prevista stalla aveva ottenuto crescenti consensi e tra le iniziative avviate c’è stata anche una petizione popolare forte di 400 adesioni. La motivazione principale del dissenso è che la piana di Santa Lucia è ritenuta inviolabile per motivi ambientali (tra l’altro per l’esistenza di un biotopo), artistici e di interesse pubblico (la chiesetta medioevale Santa Lucia ed il parco attrezzato don Renzo Cassoni). Inoltre si è svolta qui la parte principale della battaglia garibaldina del 1866.

Per evitare il deturpamento si sta interessando a Roma l'autorevole Fondazione dedicata a Giuseppe Garibaldi, compresa la conosciuta pronipote dell'Eroe dei due Mondi, Anita.

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