L’ex Molino cambia pelle per i nuovi ospiti nelle Rsa 

La lotta al Covid-19. Nell’ex casa di riposo iniziati i lavori per creare 22 posti per i pazienti  «in transito» nelle strutture provinciali. Il sindaco di Dro Fravezzi e la presidente Ischia in visita



Dro. Ventidue posti per accogliere i nuovi ospiti che saranno smistati nelle varie Rsa provinciali. È questo il ruolo dell’ex Molino che in questi giorni sta subendo alcuni lavori di miglioramento, pulizia e ricablatura degli impianti per diventare una delle tre strutture provinciali definite “di transito” nelle quali i futuri ospiti delle Rsa trentine verranno controllati e monitorati per un congruo numero di giorni al fine di assicurarsi la completa negatività al Covid-19 e poter quindi essere inseriti nelle strutture di accoglienza definitiva.

Nella mattinata di ieri il sindaco di Dro Vittorio Fravezzi e la presidente della Molino Carla Ischia hanno voluto mostrare il procedere dei lavori finanziati dalla Provincia per circa 120 mila euro. Si è così mostrato come verrà suddivisa la struttura che vedrà il piano terra chiuso e interdetto a ospiti e personale, mentre saranno funzionali i superiori tre piani, due dei quali adibiti all’accoglimento dei pazienti, ognuno in stanza dedicata senza contatti con gli altri, mentre il terzo piano sarà ad uso esclusivo del personale, sia per le funzioni giornaliere sia per eventuali pernottamenti dello staff.

La struttura di transito droata individuata dalla Provincia congiuntamente ad altre due situate ad Ala e Strigno avrà un suo specifico personale dedicato parte dirottato dalla Molino e che attualmente risulta in esubero e parte integrato con nuove assunzioni.

Gli ospiti identificati saranno inseriti previo tampone nella struttura di transito nella quale vi rimarranno per due settimane durante le quali saranno accuditi come in una normale Rsa, ma in aggiunta avranno un costantemente monitoraggio in ottica Covid al fine di tutelare al massimo tutte le Rsa provinciali. Una volta terminato il periodo di transito e certificata la negatività al Coronavirus allora l’utente potrà essere inserito ufficialmente nella struttura prescelta per la sua accoglienza definitiva.

I lavori sono iniziati la settimana scorsa e dovrebbero concludersi in breve tempo permettendo l’avvio dell’attività entro luglio. «Sarà una struttura chiave a livello provinciale - spiega il sindaco Fravezzi - Qui i protocolli prevedono precauzioni peraltro maggiori rispetto a quelle di altre regioni». «Vogliamo garantire la massima sicurezza - sintetizza Ischia - e ci muoviamo con massima prudenza e attenzione nei confronti degli utenti e delle famiglie».

Il ruolo cruciale e fondamentale di queste strutture di transito è stato più volte ribadito sia dai vertici provinciali che dal personale medico perché non ci si può permettere di correre nuovi rischi essendo evidente come le case di cura ed Rsa siano luoghi estremamente delicati al cui interno risiedono persone deboli, con diverse patologie e spesso con una salute estremamente fragile.

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