Guerra fra privati e climber il Comune fa da mediatore 

Il caso a Laghel. Sul terreno della famiglia Casali-Morandi è stata aperta un’importante via I proprietari, stufi di subire angherie, hanno chiuso l’accesso. Ora Zampiccoli cerca una soluzione


Gianluca Ricci


Arco. Come ha di recente titolato un’importante rivista di montagna, “Mount live”, a Laghel è stata aperta una nuova via: quella della trattativa. Pare infatti che la guerra scoppiata da tempo fra i climber e la famiglia Casali-Morandi, proprietaria dei terreni su cui si trova una delle falesie più importanti d’Europa, se non del mondo, stia per concludersi. Un’impressione che ha avuto anche Roberto Zampiccoli, presidente della commissione comunale per l’arrampicata.

Comportamento biasimevole

La guerra era stata innescata dal comportamento poco rispettoso di alcuni appassionati che, incuranti del fatto di trovarsi su un terreno privato, si abbandonavano ad atti di maleducazione e di inciviltà che hanno finito per indispettire i proprietari: automobili parcheggiate sul ciglio della strada in posizioni tali da impedire l’accesso ai mezzi agricoli, immondizie disperse un po’ dappertutto, deiezioni umane in tutti gli angoli. Una situazione non più tollerabile, alla quale i privati hanno messo fine impedendo fisicamente ai climber di mettere piede sulla loro proprietà e di raggiungere quello sperone roccioso in mezzo al bosco che per le sue peculiarità orografiche è considerato dagli appassionati di arrampicata uno dei luoghi più affascinanti del pianeta da sfidare: lì si trova infatti il primo 9b di Arco, la Queen Line, via chiodata da Mauro Mabboni e liberata da Adam Ondra nel 2017. Di più: gli esperti sono sicuri che sempre lì sia possibile ricavare anche una 9c, che farebbe di quella parete la falesia di arrampicata più importante d’Europa. Un’occasione straordinaria per rafforzare l’immagine di Arco come vero e proprio paradiso del climbing moderno, un’opportunità da sfruttare per richiamare sull’alto Garda il meglio degli atleti internazionali, che solo qui potrebbero trovare qualcosa di adatto alle loro capacità.

Ipotesi per la riapertura

Ecco perché Roberto Zampiccoli, su incarico del sindaco Alessandro Betta e forte del sostegno del presidente di Garda Trentino Marco Benedetti, ha provato a sondare la proprietà sull’ipotesi di riapertura, rilevando una sostanziale disponibilità: «Loro – ha spiegato – sono giustamente stanchi di subire angherie da parte di climber che si comportano come se fossero a casa loro. Inoltre hanno iniziato a dissodare i terreni superiori per piantare un vigneto e temono che i lavori potrebbero provocare la caduta di materiale e qualche danno a chi arrampica più in basso. In tutta sostanza chiedono una maggiore copertura assicurativa, la realizzazione di un’area autorizzata in cui lasciare le automobili e soprattutto l’installazione di un wc chimico».

Le soluzioni

Le soluzioni sono a portata di mano: è già allo studio l’ipotesi di creare una fermata alla chiesetta di Laghel per il nuovo pullmino elettrico che porterà i visitatori al castello; in questo modo il veicolo potrebbe essere messo al servizio anche dei climber che salirebbero in piazza in centro ad Arco e verrebbero trasportati direttamente in loco senza avere il problema di lasciare l’auto da qualche parte per poi tornare a valle senza difficoltà. Inoltre nella Variante 15 è stato individuato un terreno che, una volta ceduto per perequazione, potrebbe diventare un’area di sosta più che adeguata. Nulla insomma di apparentemente irrealizzabile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.













Ambiente&Percorsi

SALUTE

Influenza, in Trentino scatta la campagna di vaccinazione

È possibile rivolgersi ai centri Asuit, al proprio medico o pediatra di famiglia oppure alle farmacie del territorio. «Si tratta della strategia più efficace per prevenire una malattia che ogni anno in Italia provoca circa 8 mila decessi». Servizio gratuito per gli over 60 ma anche per tutte le persone più esposte al rischio di contagio o di complicanze, importante farla presto per essere protetti nei mesi di picco influenzale

Primo piano

Energia

Trento, via al riscaldamento fino a 14 ore al giorno

A comunicarlo il Comune di Trento: come previsto dalla normativa, tra le 5 e le 23 via alle 14 ore possibili. La città è divisa in due zone climatiche: "F", sopra i 430 metri s.l.m. ed "E", al di sotto della soglia

CONVEGNO

Turismo, divertimento e paesaggio: quale il ruolo delle vie ferrate?

Una preziosa occasione per affrontare un tema di crescente rilevanza nel mondo degli appassionati di montagna, al convegno di sabato 17 ottobre promosso dalla Sat di Mori, Avio e centrale, con il supporto del Cai. L’occasione è il cinquantenario delle ferrate Ottorino Marangoni e Gerardo Sega: previsti anche due appuntamenti per percorrerle