Bonus per le bici elettriche: boom di richieste nei negozi 

Un aiuto all’ambiente. Muoversi con un mezzo ecologico è una nuova consapevolezza Da lunedì 18 on line si possono presentare le domande sul sito dei Comuni di Arco e di Riva 


Sara Bassetti


Alto garda. Un po’ per la primavera, un po’ per la voglia di muoversi all’aria dopo due mesi di lockdown o, ancora, per l’idea che in tempo di emergenza Coronavirus sia preferibile spostarsi “in solitaria” e all’aperto, che chiusi in un mezzo pubblico. È boom di richieste di informazioni in merito al bonus concesso dalla Provincia per l’acquisto di una bicicletta. Un’iniziativa volta a incentivare la mobilità alternativa a favore del contenimento del Coronavirus, e a limitare il sovraffollamento dei mezzi pubblici e l’utilizzo delle automobili proprie. «Questo momento dimostra la voglia dei trentini di spostarsi in città con un mezzo ecologico, sicuro e comodo e, se sostenuti anche economicamente, di acquistarlo e utilizzarlo. Nessuna guerra alle auto o ai mezzi pubblici, ma una nuova consapevolezza, e la volontà di sperimentarla». A dichiararlo, Maurizio Giuliani, titolare del “Bike Shop Giuliani”, ad Arco, che negli ultimi giorni è stato sommerso di richieste di preventivi da parte di cittadini che intendo fruire del contributo provinciale. «L’augurio è che questo sia il segnale di un cambiamento, e che la preferenza accordata alle biciclette prosegua anche dopo la “Fase due” – dichiara Maurizio Giuliani – a vantaggio di uno stile di vita differente, che permetta di mantenersi in forma, risparmiare denaro e rispettare l'ambiente, specie oggi che la qualità dell’aria è nettamente migliorata».

Beneficiari del contributo provinciale, tutti i lavoratori dipendenti (con contratto di lavoro attivo da almeno sei mesi alla data della domanda) o lavoratori autonomi che siano residenti nei Comuni trentini con più di 15mila abitanti (compresi, pertanto, Arco e Riva del Garda) e che si spostano per ragioni lavorative all'interno del medesimo Comune. Beneficiari anche residenti in Comuni diversi da quelli con 15mila abitanti, ma che vi svolgano attività lavorativa continuativa. Il contributo coprirà il 50% della spesa: massimo 600 euro per le bici a pedalata assistita, cargobike e pieghevoli, e 100 euro per le bici tradizionali.

«Dopo due mesi di chiusura totale, questa iniziativa è una boccata d’ossigeno anche per noi commercianti – dichiarano Lucia e Giuseppe, titolari del negozio “Bike in Garda”, a Nago – un avvio di normalità in cui speriamo che, un po’ alla volta, si allentino le tensioni». I negozi di bici hanno riaperto lo scorso 6 maggio. «È un modo di lavorare completamente diverso e un po’ contro natura, perché invece di accogliere i clienti ci troviamo a doverli “respingere”, nel rispetto delle distanze e della regolazione degli accessi – aggiungono Lucia e Giuseppe – i contatti che stiamo ricevendo in questi giorni, però, ci fanno guardare con positività al prossimo futuro». «Ben vengano queste iniziative che sostengono anche le nostre attività, tra quelle fortemente penalizzate dall’assenza del turismo – aggiunge Claudio Mandelli del negozio torbolano “Mandelli Bike” – resta il dubbio che non tutti possano permetterselo, perché, a fronte di un contributo di 600 euro, per una bici elettrica che possa definirsi tale occorre aggiungerne almeno il doppio». Le domande di contributo possono essere presentate online a partire dal 18 maggio, sul sito dei Comuni di Arco e Riva del Garda.













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