VIGLIETTI E MAINO dopo il caso di nago 

«Basta parti in emergenza serve il punto nascite»

ALTO GARDA. Tornano ad aprire la scottante questione del punto nascite di Arco, i consiglieri della Comunità di Valle Angioletta Maino e Ezio Viglietti, avanzando una nuova richiesta al presidente,...



ALTO GARDA. Tornano ad aprire la scottante questione del punto nascite di Arco, i consiglieri della Comunità di Valle Angioletta Maino e Ezio Viglietti, avanzando una nuova richiesta al presidente, Mauro Malfer, perché spinga in direzione di un ripristino del reparto ospedaliero specializzato.

A dare il la a questa nuova rimostranza, una gravidanza in emergenza, risalente ad alcuni giorni fa, che ha visto la partoriente trasportata dal Comune di Nago-Torbole a Riva in ambulanza, per poi essere nuovamente trasferita all’ospedale Santa Chiara di Trento, stavolta via elicottero. «Un modo rocambolesco di partorire - scrivono i due consiglieri del gruppo Onestà, Partecipazione e Ambiente - sembra, infatti, che l’elisoccorso inviato da Mattarello non abbia potuto atterrare nel territorio del Comune di Nago-Torbole e sia pertanto stato costretto a farlo nel campo sportivo di Riva. Per raggiungere la donna e condurla all’elicottero, l’equipe medica si è perciò servita dell’ambulanza. Di lì, poi, il viaggio verso Trento». L’episodio, del resto, proseguono Maino e Viglietti, «non è che l’ultimo di una serie di casi analoghi, dovuti alla chiusura del punto nascite di Arco e a questa riorganizzazione dei servizi sanitari nel territorio, voluta dall’assessore Zeni, che non sta dimostrando nessun beneficio ai cittadini, ma al contrario crea disagi».

I due consiglieri invitano pertanto il presidente della Comunità di Valle a «consultare il Consiglio della Salute per valutare, insieme ai Sindaci dell’Alto Garda e Ledro, la riapertura della procedura, con il Ministero della Salute, così da ripristinare tale reparto dell’ospedale arcense, adottando le misure organizzative necessarie per renderlo più sicuro». (k.d.e.)















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