il dibattito

Alto Adige, la giunta è a favore del Green Pass obbligatorio

Kompatscher in consiglio provinciale: quando si superera la quota dell’80% dei vaccinati la situazione cambierà. Widmann: ora sono ricoverati in rianimazione giovani non vaccinati



BOLZANO. "Probabilmente giovedì in Italia sará deciso di imporre il Green pass nella pubblica amministrazione, simili regole potranno essere introdotte nel privato, ma questo non è ancora del tutto chiaro. La Giunta ha deciso di essere a favore dell’obbligo di Green pass, quando si supererà la quota dell’80% di vaccinati la situazione cambierà, nel frattempo chi non è vaccinato deve aver fatto un test o un tampone. Chi non è vaccinato viene comunque invitato a farlo”.

Così il presidente dell’Alto Adige Arno Kompatscher intervenendo in consiglio provinciale sulla situazione della pandemia da Covid 19 

Il presidente ha chiarito che l'Alto Adige ha una quota di vaccinati simile a quella di Austria e Germania; "anzi: superiore, nelle zone rurali". "Vero è - ha aggiunto - che bisogna mantenere toni pacati, ma il messaggio deve essere chiaro, non bisogna nascondere i fatti i dati scientifici, senza compromessi. Non è proprio vero che vaccinati e non vaccinati sono ugualmente contagiosi", ha ribadito il governatore. "I dati sono trasparenti e non c'è niente da nascondere, ma è chiaro che quando la quota di vaccinati sarà il 99%, aumenterà anche la quota di vaccinati tra i ricoverati. Nessuno ha mai detto che il vaccino protegge al 100%", ha ribadito.

"In Alto Adige si è registrato un aumento dei casi Covid sotto i 50 anni, e in particolare tra i 20 e i 29 anni. Ci sono ancora ricoveri in terapia intensiva, ma le persone ricoverate sono più giovani e non vaccinate, senza patologie pregresse: questo si deve alla velocità di propagazione di questo virus, che è molto più veloce. Le persone vaccinate, tuttavia, se si contagiano di norma non sono ospedalizzate e non hanno decorsi severi".

Lo oggi, 15 settembre, ha detto in consiglio provinciale l'assessore alla sanità Thomas Widmann.

La mobilità di turisti e collaboratori è una fonte di rischio, pertanto si procederà a screening massicci di transfrontalieri su ampia scala”.













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