L'EMERGENZA

Alto Adige, l'assessore alla sanità chiede un lockdown "duro"

Widmann: «Non abbiamo alternative, altrimenti collassa l'intero sistema sanitario». Domani riunione della giunta provinciale per eventuali nuove restrizioni a 48 ore dall'ordinanza numero 68



BOLZANO. Forse non basterà l'ordinanza provinciale numero 68 che ha dichiarato da oggi (9 novembre) l'intero Alto Adige zona rossa. 

L'assessore alla sanità Thomas Widmann insiste infatti per ulteriori restrizioni. «Non abbiamo alternative, altrimenti collassa l'intero sistema sanitario», afferma l'assessore. «I danni collaterali sarebbero devastanti, se gli ospedali non dovessero più garantire chemioterapie e interventi chirurgici», aggiunge. La questione sarà analizzata domani (10 novembre) dalla giunta provinciale. «Siamo oltre il tempo massimo, i campanelli d'allarme non possono più essere ignorati», afferma.

Il lockdown duro presupporrebbe la didattica a distanza in tutte le scuole (appena oggi sono stati fatti tornare in classe gli alunni di asili, elementari e prima media, ndr) e la riduzione al minimo delle attività economiche. 

«A marzo - chiosa Widmann - abbiamo chiuso tutto con 42 casi Covid in Alto Adige, ora registriamo 750 nuovi contagi al giorno e c'è ancora chi non capisce e si lamenta delle restrizioni». 













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