Economia

Agricoltura di montagna, in arrivo contributi: fino al 70% sopra i 1.200 metri

La Regione conferma gli aiuti per il 2026 a favore delle aziende agricole nelle zone più difficili. Coinvolti circa 2.000 operatori in provincia di Trento. Obiettivo ridurre i costi e sostenere il presidio del territorio



Contributi fino al 70% per sostenere gli agricoltori: la Regione conferma gli aiuti nelle aree più svantaggiate della provincia. La Giunta del Trentino-Alto Adige/Südtirol ha approvato per il 2026 gli interventi sulla contribuzione previdenziale destinati a coltivatori diretti, mezzadri e coloni, con uno stanziamento complessivo stimato in circa 12 milioni di euro.

In provincia di Trento la misura interessa circa 2.000 agricoltori. Di questi, oltre 270 gestiscono aziende collocate sopra i 1.200 metri di quota, mentre circa 480 operano nella fascia compresa tra i 900 e i 1.200 metri. Per queste realtà il sostegno sarà rafforzato: contributo al 60% per le aziende tra 900 e 1.200 metri e al 70% per quelle oltre i 1.200 metri. Per le altre situazioni previste dalla normativa il contributo resta fissato al 50%.

“È un segnale di continuità e di riconoscimento per il lavoro insostituibile svolto dai nostri agricoltori di montagna”, afferma Carlo Daldoss, assessore regionale alla previdenza. L’obiettivo dichiarato è alleggerire i costi previdenziali e sostenere la tenuta economica delle aziende che operano nelle aree più difficili, contrastando l’abbandono delle terre alte e garantendo presidio del territorio.

La decisione nasce dalla verifica positiva dei dati di gestione del 2025, che hanno confermato la sostenibilità dell’intervento. Per il comparto agricolo trentino, soprattutto nelle zone montane, la misura rappresenta un sostegno concreto alla continuità dell’attività produttiva e alla tutela del paesaggio rurale.













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