In Trentino in 15 anni ha chiuso il 15% dei negozi: su l'online, tirano i medicinali
Soffrono abbigliamento, tessili e ferramenta. Quasi dimezzati gli ambulanti, cresciute di 6 volte le attività online. Il dato positivo è che l'occupazione sembra non averne risentito, visto che tra dettaglio ed ingrosso c'è stato un aumento di 303 posizioni nell'ultimo anno
TRENTO. Sempre meno negozi di abbigliamento-calzature, mercerie e ferramenta. Sempre più attività per la vendita di prodotto medicinali, alimentari specializzati e apparecchi medicali. Ma alla fine il conto rimane in rosso: in 15 anni il Trentino ha perso 881 negozi fisici. Siamo passati dai 5.997 esercizi commerciali del 2010 ai 5.116 di fine 2024, come certificato dall'indagine dell'Ufficio studi e ricerche della Camera di Commercio.
Un trend che, come mostra la tabella a destra, si è intensificato a partire dal 2017 e che, con l'eccezione della ripresa post Covid del 2021, è continuata fino all'anno scorso, quando hanno abbassato definitivamente le serrande 117 negozi. Il dato positivo è che l'occupazione sembra non averne risentito, visto che tra dettaglio ed ingrosso c'è stato un aumento di 303 posizioni nell'ultimo anno.
Territori in sofferenza
L'emorragia di attività commerciali si fa preoccupante specialmente nei territori più decentrati come la Valle di Fiemme, in cui si è perso oltre un negozio su 4 in 14 anni (21,7% in 14 anni), ma anche la Val di Non (-21,1%), Valsugana e Tesino (-20,8%) e le Giudicarie (-20,5%). Al contrario, contengono le perdite la Rotaliana (-10%), l'altopiano della Paganella (-5,8%), e l'Alto Garda e Ledro (-4%) esprimono una maggiore capacità di tenuta. Trento passa da 1.287 negozi del 2010 a 1.128 del 2024 con una perdita quindi di 159 unità (-12,4%), mentre Rovereto passa da 501 negozi nel 2010 a 428 nel 2024 con una diminuzione di 73 unità locali (-14,6%). Le due città sommano il 30,4% dei negozi dell'intera provincia, per una superficie di vendita pari al 36,2% del totale.
Aumentano le superfici
A proposito dell'ampiezza degli esercizi commerciali, prosegue il trendi di aumento: si passa dai 114 metri quadrati del 2010 ai 146 di fine 2024. Il 10,2% dei negozi che copre il 25,6% della superficie di vendita totale sono supermercati e discount. I "grandi magazzini" rappresentano, invece, solo il 2% del totale degli esercizi registrati in provincia, a cui corrisponde il 7,1% della superficie.
Abbigliamento in crisi
Secondo l'indagine, il settore che soffre maggiormente è quello dell'abbigliamento che ha visto perdere 165 negozi in 15 anni, pari al 18 per cento del totale. Significa che ha chiuso quasi un negozio su 5. Quasi dimezzati (da 204 a 110) i negozi di tessili, mentre è sparita quasi una ferramenta su 5.
Su l'online, giù gli ambulanti
Non perché non si comprino più maglioni, pantaloni o articoli per il "fai da te", ma perché i consumatori per i loro acquisti si rivolgono sempre di più a all'online. Le imprese che vendono "da remoto" in questi 14 anni sono fiorite anche in Trentino: da 55 a 320. In calo invece i commercianti che girano ogni giorno da paese a paese per esporre nei mercati: i 728 ambulanti del 2010 si sono infatti ridotti ad appena 396.
Tirano i medicinali
I settori che in questo momento sembrano dare nuova linfa sono quelli che riguardano benessere e nuovi stili di vita. Aumentano dunque farmacie e negozi di medicinali (+40 unità), esercizi specializzati in prodotti alimentari particolari (+29) e quelli di articoli medicali e ortopedici (+25). «Questi dati - osserva Andrea De Zordo, presidente della Camera di Commercio - in buona sostanza certificano l'aumento del numero di centri commerciali, che avviene a spese degli esercizi più piccoli ai quali, però, va riconosciuta anche una funzione sociale, oltre che meramente commerciale, capace di favorire l'aggregazione nei paesi più decentrati e meno popolosi, di garantire il presidio del territorio e che merita quindi di essere sostenuta e preservata».