L’anniversario

Stava, 40 anni dopo. Per non dimenticare una tragedia costata 268 vite

Il 19 luglio 1985, alle 12 e 22 minuti, la catastrofe che segnò il Trentino. Domani l’arrivo del presidente Sergio Mattarella



TRENTO. Cinquanta secondi. Meno dell'attesa distratta fra il rosso e il verde del semaforo. Cinquanta secondi sono il lasso di tempo che separa il cedimento dell'argine del primo bacino di decantazione a servizio della miniera di fluorite di Prestavèl (che poi crollerà su quello inferiore) e l'impatto con l'abitato di Stava. Una colata di fango e detriti, che avanza con una velocità di 25-30 metri al secondo. Immaginate un mostro insaziabile, fatto di sabbia e limo: divora vite, alberi ed edifici, fino a raggiunge la confluenza fra il rio Stava e il torrente Avisio.

L'acqua, impastata alla terra, si porta via tutto. La piana è ridotta ad un deserto grigio e muto. Il bilancio mette i brividi ancora oggi, a quarant'anni esatti dal disastro, causato dalla cieca sete di profitto e dallo sfruttamento sconsiderato delle risorse ambientali: 268 vittime, tra uomini, donne e bambini. Per questo l'anniversario della catastrofe diventa un monito attuale.

Sono passati 40 anni da quel 19 luglio 1985, ma il Trentino non può dimenticare. E domani arriverà il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. 













Ambiente&Percorsi

SALUTE

Influenza, in Trentino scatta la campagna di vaccinazione

È possibile rivolgersi ai centri Asuit, al proprio medico o pediatra di famiglia oppure alle farmacie del territorio. «Si tratta della strategia più efficace per prevenire una malattia che ogni anno in Italia provoca circa 8 mila decessi». Servizio gratuito per gli over 60 ma anche per tutte le persone più esposte al rischio di contagio o di complicanze, importante farla presto per essere protetti nei mesi di picco influenzale

Primo piano

Energia

Trento, via al riscaldamento fino a 14 ore al giorno

A comunicarlo il Comune di Trento: come previsto dalla normativa, tra le 5 e le 23 via alle 14 ore possibili. La città è divisa in due zone climatiche: "F", sopra i 430 metri s.l.m. ed "E", al di sotto della soglia

CONVEGNO

Turismo, divertimento e paesaggio: quale il ruolo delle vie ferrate?

Una preziosa occasione per affrontare un tema di crescente rilevanza nel mondo degli appassionati di montagna, al convegno di sabato 17 ottobre promosso dalla Sat di Mori, Avio e centrale, con il supporto del Cai. L’occasione è il cinquantenario delle ferrate Ottorino Marangoni e Gerardo Sega: previsti anche due appuntamenti per percorrerle