Fabrizio Frizzi, un compagno di un lungo viaggio


Alberto Faustini


Fabrizio Frizzi era uno di noi. Nel senso che era un nostro parente, uno che da anni, ogni giorno, entrava in casa nostra. Con garbo. Delicatezza. Ironia. Educazione. Genuina semplicità. Mai sopra le righe. Mai sguaiato. Mai facendo finta d’essere ciò che non era. Tutte cose un po’ fuori moda e dunque, per diverse ragioni, sorprendenti. Ma era uno di noi anche perché rappresentava perfettamente la nostra normalità. Cosa che diventa ancor più rara nel momento in cui tutti (e la colpa è certo anche dei social, che appiattiscono ogni cosa), si sentono dei fenomeni . Se la morte di Frizzi - che è la morte di un giovane sessantenne affermato e di successo, se mi passate questa definizione - genera tutta questa emozione, significa che abbiamo ancora bisogno di eroi “normali”: di persone che sono profondamente generose senza sbandierarlo, di persone che sono umili e modeste anche se potrebbero a dir poco vantarsi, di persone che possono ancora rappresentare quotidiani esempi per ognuno di noi. Ecco, il fatto che sappiamo ancora riconoscerli, aggrappandoci a loro come se fossero un pezzo di noi e della nostra vita, secondo me è davvero molto bello. S’è forse esagerato nelle dirette, nelle commemorazioni, nei ricordi, nell’esposizione di questo dolore? Nell’era del “tutto subito e tutto in diretta” è inevitabile. Una cosa comunque mi è chiara: Fabrizio Frizzi s’era meritato tutto questo.













Ambiente&Percorsi

SALUTE

Influenza, in Trentino scatta la campagna di vaccinazione

È possibile rivolgersi ai centri Asuit, al proprio medico o pediatra di famiglia oppure alle farmacie del territorio. «Si tratta della strategia più efficace per prevenire una malattia che ogni anno in Italia provoca circa 8 mila decessi». Servizio gratuito per gli over 60 ma anche per tutte le persone più esposte al rischio di contagio o di complicanze, importante farla presto per essere protetti nei mesi di picco influenzale

Primo piano

Energia

Trento, via al riscaldamento fino a 14 ore al giorno

A comunicarlo il Comune di Trento: come previsto dalla normativa, tra le 5 e le 23 via alle 14 ore possibili. La città è divisa in due zone climatiche: "F", sopra i 430 metri s.l.m. ed "E", al di sotto della soglia

CONVEGNO

Turismo, divertimento e paesaggio: quale il ruolo delle vie ferrate?

Una preziosa occasione per affrontare un tema di crescente rilevanza nel mondo degli appassionati di montagna, al convegno di sabato 17 ottobre promosso dalla Sat di Mori, Avio e centrale, con il supporto del Cai. L’occasione è il cinquantenario delle ferrate Ottorino Marangoni e Gerardo Sega: previsti anche due appuntamenti per percorrerle