Come sopravvivere alla chiusura dei negozi



Resta un mistero la folla di clienti che alle tre del pomeriggio si aggirava tra le corsie di un supermercato cittadino, rimasto aperto il giorno di Pasquetta. Resta un mistero anche il volto disorientato (quasi addolorato) di altri clienti che si sono presentati più o meno alla stessa ora di fronte a un altro grande supermercato, rimasto invece chiuso.

Se tanta gente in un giorno di festa preferisce fare la spesa piuttosto che andare a spasso non può essere colpa solo del cielo nuvoloso, visto che questo lunedì di Pasqua è stato comunque mite e gradevole, ottimo per una passeggiata.

Inutile azzardare spiegazioni analizzando il contenuto dei carrelli della spesa, riempiti solo parzialmente, con pochi oggetti di cui - francamente - non si capisce la necessità impellente: gambe di sedano, succhi di frutta, biscotti, scatolame.

C’era una signora - intervistata dalla televisione - che ha detto che i lavoratori del commercio se ne dovranno fare una ragione, come tutti gli altri lavoratori a cui toccano turni notturni, festivi e ore di lavoro straordinario. Lavoratori come lei - par di capire - che durante la settimana non ha più il tempo di fare la spesa e quindi trova “comodo” andare al supermercato il lunedì di Pasqua.

Ecco come siamo diventati: lavoriamo così tanto che dobbiamo impiegare il nostro tempo libero per consumare (finalmente!) il denaro che abbiamo guadagnato. Poveri noi: non contenti di lavorare da mattina a sera, ci siamo giocati pure la domenica e le feste. Ma la signora indaffarata non è l’unico caso. C’è anche chi trova rilassante passeggiare lungo i corridoi di un centro commerciale, anche se i negozi sono chiusi, come è avvenuto ieri, in un’atmosfera artificiale (luci al neon e aria condizionata) che forse proprio per questo è rassicurante: lì dentro non arriverà il sole, ma in compenso potete stare sicuri che non pioverà.

Ricordate Natale e Pasqua di qualche anno fa, quando correvamo al supermercato alla vigilia delle feste per fare la spesa - udite, udite - per 2-3 giorni? E’ mai morto qualcuno di stenti perché si è ritrovato senza cibo il giorno di Pasquetta o di Santo Stefano? Non so voi, ma a casa nostra dopo le feste andiamo avanti per un paio di giorni a mangiare (buonissimi) avanzi.

Comunque ho una personale ricetta d’emergenza in grado di saziare qualsiasi stomaco se il frigorifero resta vuoto: prendete una scodella di latte, aggiungete un po’ di caffè o di cacao (a seconda dei gusti), zuccherate a piacimento e infine inzuppateci del pane raffermo che avrete avuto l’accortezza di conservare da qualche parte in cucina. Si chiama “panelatte” ed è un’autentica bontà, ma soprattutto vi riempirà la pancia a sufficienza per sopravvivere fino all’apertura del negozio sotto casa. Provare per credere.













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