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Trento, una rete diocesana per l’energia rinnovabile e solidale

Avviato il progetto delle comunità energetiche rinnovabili con l’adesione alla fondazione Diocesi Energy di Treviso: il modello operativo e i benefici sociali sono stati illustrati alle parrocchie dall’economo Marco Merler: «Un percorso concreto di conversione ecologica e di attenzione al bene comune»

VALLAGARINA Ecco il piano per la comunità energetica



Un passo concreto verso la transizione ecologica e la corresponsabilità comunitaria.

Nel corso della riunione dei Consigli pastorali per gli affari economici, svoltasi sabato scorso al Collegio Arcivescovile di Trento, l’economo diocesano Marco Merler ha illustrato il progetto per la costituzione di Comunità Energetiche Rinnovabili (Cer) sul territorio della Diocesi di Trento. All’incontro, partecipato da circa trecento rappresentanti delle parrocchie, erano presenti anche il vicario generale della Diocesi don Claudio Ferrari e il cancelliere don Alessandro Aste.  

L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto già avviato dalla Diocesi di Treviso che due anni fa ha promosso la nascita della Fondazione Diocesi Energy Ets, con l’obiettivo di costituire una grande comunità energetica rinnovabile che unisca le 265 parrocchie del territorio trevigiano.

A questa Fondazione hanno già aderito come soci fondatori le Diocesi di Adria-Rovigo, Concordia-Pordenone e Trento, mentre altre Diocesi stanno valutando di seguirne l’esempio.

«Con questo progetto – ha spiegato Marco Merler – la Diocesi di Trento vuole partecipare a un percorso concreto di conversione ecologica e di attenzione al bene comune. Le comunità energetiche rappresentano un modo nuovo e solidale di produrre e condividere energia, generando benefici non solo ambientali ma anche economici e sociali. L’adesione a Fondazione Diocesi Energy Ets consentirà anche alle parrocchie di beneficiare di uno strumento tecnico-giuridico già rodato».

Le Comunità Energetiche Rinnovabili

Le Cer sono dei soggetti giuridici senza scopo di lucro (Fondazioni, Associazioni, Cooperative) che permettono a produttori e consumatori di energia rinnovabile di condividere, in modo “virtuale”, l’energia prodotta localmente all’interno della stessa cabina primaria elettrica.

L’obiettivo è produrre energia vicino e in contemporanea a chi la consuma, riducendo sprechi e investimenti sulle reti, e generando incentivi economici proporzionati alla quota di energia condivisa.

Il modello operativo e i benefici solidali 

Attraverso la Fondazione Diocesi Energy Ets, anche nella Diocesi di Trento potranno essere attivate configurazioni locali di comunità energetiche, una per ogni cabina primaria, coinvolgendo parrocchie, enti locali, imprese e famiglie.

La ripartizione dei benefici, secondo il modello presentato, prevede di destinare gli incentivi ottenuti a produttori (28,5%), consumatori (7%), gestione tecnica della Cer (14,5%), Fondazione Energy Ets (3%), e soprattutto a scopi sociali (47%), reinvestendo le risorse in progetti di solidarietà e comunità. Le percentuali sono suscettibili di variazioni in base all’andamento del mercato energetico.

“È un modo per trasformare l’energia in bene comune – ha sottolineato Merler – e per dare continuità a quella cultura della responsabilità che papa Francesco ha indicato nell’enciclica Laudato si’: prendersi cura insieme della Casa comune.”

Una rete diocesana per l’energia solidale

La fase operativa del progetto prevede di contattare tutte le parrocchie e i soggetti interessati, sia attraverso una sezione apposita che verrà predisposta sul portale web della Diocesi sia attraverso incontri sul territorio, per promuovere l’adesione di più soggetti possibile, a partire dalle parrocchie.

Fornitura di energia rinnovabile e gas con compensazione CO₂

Nell’incontro con i Consigli pastorali per gli affari economici è stato inoltre ricordato che la Diocesi di Trento ha sottoscritto una convenzione con Dolomiti Energia per la fornitura a tutte le utenze diocesane, di parrocchie e soggetti collegati, di energia elettrica certificata in quanto prodotta esclusivamente da fonte rinnovabile e di gas metano per cui sia stata effettuata la compensazione delle emissioni di anidride carbonica, attraverso l’acquisto e l’annullamento di crediti di carbonio certificati (Verified Carbon Units – Vcu) emessi dagli organismi internazionali Verra e Gold Standard.

Ogni credito corrisponde alla riduzione o all’assorbimento di 1 tonnellata di CO₂ a vantaggio di progetti di sviluppo ambientale sostenibile in diversi Paesi del mondo.

L’accordo con Dolomiti Energia interessa per l’energia elettrica circa 1000 realtà ecclesiali, con poco meno di 4 milioni kWh di consumo annuo; per quanto riguarda il gas, sono circa 500 i soggetti coinvolti, con circa 1,7 milioni Smc (standard metro cubo) di consumo anno.

“Il nostro impegno – ha concluso Merler – è duplice: consumare energia pulita e compensare con iniziative ambientali il ricorso a combustibili fossili che ancora non possiamo evitare". C. L.













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