la storia

Gli artigiani dei bob fatti a mano: a Cortina l'unica officina d'Italia

Ai piedi delle Tofane, Diego Menardi e il socio Roberto Chenet portano avanti uno dei mestieri più rari che esistano, con l'attività dell'officina El Fòuro, sorta nel 2003 dopo una lunga esperienza passata anche per il Canada con il lavoro nella nazionale di bob nordamericana

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A Cortina, ai piedi delle Tofane, Diego Menardi e il socio Roberto Chenet portano avanti uno dei mestieri più rari che esistano: costruire bob a mano.

E oggi, con le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 alle porte, l'officina "El Fòuro", l'unica attiva in Italia, lavora a pieno ritmo, tra progetti in corso e nuovi bob a due e a quattro posti, con un sistema di sterzo completamente ridisegnato e materiali ancora più leggeri.

"Le piste sono poche, i materiali costosi, i mestieri tecnici in estinzione", spiega Diego. "E trovare giovani che vogliano imparare è quasi impossibile. Ci abbiamo provato a coinvolgerli in officina, ma si stancano presto".

La storia dell'artigiano comincia quando era ancora un ragazzo. "A sedici anni ero già in officina", racconta, spiegando che dopo qualche anno è partito per il Canada, dove ha lavorato per la nazionale di bob dal 1985 al 1994, fino alle Olimpiadi di Lillehammer.

Poi il Principato di Monaco, altre squadre, altri viaggi: "In inverno seguivo le competizioni, in estate costruivo. Vivevo fra le officine e le piste". A metà degli anni Novanta, la decisione di fermarsi e l'ingresso nella Federazione internazionale di bob e skeleton, per occuparsi di materiali e regolamenti fino alle Olimpiadi di Vancouver 2010.

L'officina El Fòuro di Cortina nasce nel 2003 e negli ultimi anni ha realizzato i bob per la squadra italiana di parabob e per atleti francesi, sperimentando nuovi sistemi di sterzo e telai più leggeri.

Nel 2016, la firma di un progetto nuovo: un bob a sette posti creato appositamente per Nissan. Poi è stata la volta di Top Gear, con la rivisitazione di un piccolo veicolo elettrico degli anni 80 chiamato C5.

Un prototipo pensato più per la comunicazione e lo spettacolo che per la competizione, ma che ha richiesto lo stesso rigore.













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