Trentino, il cervo sarà cacciabile anche nel periodo degli amori
La Provincia ha definito regole e limiti per la nuova stagione venatoria. Tra le novità principali la gestione del cervo: eliminata la limitazione per contenere l'espansione della specie, i danni all'agricoltura e ai boschi
La Giunta provinciale ha approvato le direttive per la stagione venatoria 2026/2027, che in Trentino inizierà ufficialmente il 6 settembre. Il provvedimento definisce limitazioni temporali e prescrizioni tecniche per l’esercizio della caccia, con l’obiettivo di rafforzare la tutela della fauna selvatica e di coordinare l’attività venatoria con le fasi biologiche delle specie e la gestione del territorio.
Secondo l’assessore Roberto Failoni, la Provincia intende confermare una gestione del patrimonio faunistico fondata su criteri rigorosi e scientifici, riconoscendo al tempo stesso il ruolo dei cacciatori nel presidio ambientale e sociale. Le nuove disposizioni, ha spiegato, puntano anche a rendere più efficaci gli interventi di prevenzione dei danni all’agricoltura, in particolare rispetto a specie in forte espansione come il cervo.
Il calendario è stato predisposto dopo i pareri dell’Osservatorio faunistico provinciale, dell’Ispra e dell’ente gestore della caccia. Resta sospesa l’attività venatoria per cinghiale, pernice bianca, starna, moretta, moriglione e tortora selvatica. Per il cinghiale viene confermato il regime di controllo, collegato anche alla strategia di contrasto alla peste suina africana. Tra gli ungulati, il capriolo maschio potrà essere cacciato dal 2 maggio al 29 giugno e poi dal 6 settembre al 19 ottobre, mentre per il cervo viene eliminata la limitazione nel periodo degli amori.
Per camoscio e muflone il prelievo è fissato dal 17 agosto al 14 dicembre. La beccaccia sarà cacciabile dal 1° ottobre al 10 gennaio con applicazione del protocollo gelo, mentre cesena e tordo sassello saranno consentiti solo da appostamento fisso dal 16 dicembre, rispettivamente fino al 31 e al 20 gennaio. Restano inoltre obblighi specifici sulla denuncia di uscita, sull’uso delle armi, sul recupero dei capi feriti con cani da traccia idonei e sul rispetto del divieto europeo di munizioni al piombo nelle zone umide. Per il muflone, in linea con il Piano faunistico 2025, è previsto anche il prelievo dal 1° ottobre al 30 novembre nelle riserve senza uno specifico piano di abbattimento.