Il caso

Addio al giro podistico del Lago di Resia: “Troppa burocrazia”

Era considerata una delle gare iconiche dell'arco alpino. Tra i problemi degli organizzatori anche la “difficoltà nel trovare un numero sufficiente di volontari" e uno "scarso sostegno da parte di alcuni partner locali”



RESIA. Era una della corse podistiche più iconiche dell'arco alpino con i suoi 15 chilometri lungo la sponda del lago di Resia con il suo famoso campanile che sbuca dalle acque. Dopo un quarto di secolo il Giro del Lago di Resia giunge al termine. La società sportiva Rennerclub Vinschgau ha annunciato ufficialmente la decisione di non organizzare più quella che era diventata "la più grande manifestazione podistica dell'Alto Adige", definendo la scelta "difficile, ma inevitabile dopo un'attenta valutazione".

Quello che era iniziato nel 2000 con appena 157 partenti si è trasformato negli anni in un "evento simbolo per l'intera regione", capace di portare al lago di Resia fino a 4.000 atleti. Tuttavia, gli organizzatori hanno chiarito che, nonostante il legame affettivo, "la sua continuazione non è più sostenibile". Tra le motivazioni principali che hanno portato alla chiusura figurano il "crescente impegno burocratico" e l'"aumento del rischio organizzativo e finanziario", oltre alle croniche "difficoltà nel trovare un numero sufficiente di volontari" e a uno "scarso sostegno da parte di alcuni partner locali".

Fattori che, combinati all'enorme dispendio di tempo richiesto al team, hanno reso "impossibile garantire una prosecuzione responsabile dell'evento", si legge in una nota. Con questa decisione, il territorio perde "un tassello della cultura podistica altoatesina". Agli appassionati restano i ricordi di venticinque anni di emozioni, mentre il comitato organizzatore si congeda sottolineando che, sebbene la gara finisca, "le sue tracce restano nei cuori di tutti coloro che hanno fatto parte di questo straordinario viaggio".













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