Il caso

Addio al giro podistico del Lago di Resia: “Troppa burocrazia”

Era considerata una delle gare iconiche dell'arco alpino. Tra i problemi degli organizzatori anche la “difficoltà nel trovare un numero sufficiente di volontari" e uno "scarso sostegno da parte di alcuni partner locali”



RESIA. Era una della corse podistiche più iconiche dell'arco alpino con i suoi 15 chilometri lungo la sponda del lago di Resia con il suo famoso campanile che sbuca dalle acque. Dopo un quarto di secolo il Giro del Lago di Resia giunge al termine. La società sportiva Rennerclub Vinschgau ha annunciato ufficialmente la decisione di non organizzare più quella che era diventata "la più grande manifestazione podistica dell'Alto Adige", definendo la scelta "difficile, ma inevitabile dopo un'attenta valutazione".

Quello che era iniziato nel 2000 con appena 157 partenti si è trasformato negli anni in un "evento simbolo per l'intera regione", capace di portare al lago di Resia fino a 4.000 atleti. Tuttavia, gli organizzatori hanno chiarito che, nonostante il legame affettivo, "la sua continuazione non è più sostenibile". Tra le motivazioni principali che hanno portato alla chiusura figurano il "crescente impegno burocratico" e l'"aumento del rischio organizzativo e finanziario", oltre alle croniche "difficoltà nel trovare un numero sufficiente di volontari" e a uno "scarso sostegno da parte di alcuni partner locali".

Fattori che, combinati all'enorme dispendio di tempo richiesto al team, hanno reso "impossibile garantire una prosecuzione responsabile dell'evento", si legge in una nota. Con questa decisione, il territorio perde "un tassello della cultura podistica altoatesina". Agli appassionati restano i ricordi di venticinque anni di emozioni, mentre il comitato organizzatore si congeda sottolineando che, sebbene la gara finisca, "le sue tracce restano nei cuori di tutti coloro che hanno fatto parte di questo straordinario viaggio".













Ambiente&Percorsi

il tema

Ricerca su orsi e lupi: preoccupazioni ma anche disponibilità alla convivenza

Presentati oggi, 29 gennaio, a Carisolo, dal Parco naturale Adamello Brenta, i risultati dell'indagine scientifica sulle opinioni nelle comunità interessate, svolta con un approccio antropologico di "osservazione partecipante": la maggioranza esprime posizioni più sfumate rispetto alla tipica polarizzazione tra pro e contro

TRENTINO Sondaggio, l'orso più attrazione turistica che problema
ECOLOGISTI «Lupi fondamentali per l’equilibrio dell'ecosistema»
BOLZANO La netta maggioranza non vuole lupi e orsi sul territorio

AMBIENTE

Cipra: Giochi olimpici invernali con troppo cemento

La Commissione internazionale per la protezione delle Alpi rilancia le critiche a scelte sui cantieri e di governance: «Milano Cortina 2026 evidenzia il grande divario tra ambizioni e realtà dei Giochi olimpici invernali. A risentirne sono soprattutto i comuni di montagna. Anziché uno sviluppo sostenibile, solo il settore edile ne trae vantaggio a scapito delle persone, dell’ambiente e della natura locale»

CRITICA Legambiente: Olimpiadi insostenibili, persa una grande occasione
LEGGERE Aspettando le Olimpiadi, un inverno ricco di libri di montagna

Primo piano

MONTAGNA

Valanghe: weekend tragico, il pericolo resta elevato

In regione tre vittime, due in Trentino e una in Alto Adige, altrettante in Lombardia dove è deceduto in ospedale anche un finanziere impegnato in un'esercitazione in Valtellina. Decessi anche sulle Alpi francesi. Nella gran parte dei casi a finire travolti dalla neve sono stati gruppi di scialpinisti

PODCAST Analisi degli incidenti da valanga e strumenti di prevenzione
SICUREZZA Neve fresca: pericoli da conoscere e segnali da valutare

DRAMMA La tragica valanga a Casera Razzo: le immagini del distacco