Il tema

Telefonini a scuola, Gerosa dice no al divieto: "Ma facciamo un regolamento"

L'assessora provinciale di FdI in commissione annuncia un emendamento che depotenzierà il disegno di legge in discussione, la la firmataria Vanessa Masè (La Civica) osserva: so che applicare un divieto è complesso, ma in questa direzione vanno il ministro Valditara e gran parte dei suoi colleghi nella Ue. Andrea de Bertolini favorevole al bando: il problema del rapporto tra minori e Web è reale e grave



TRENTO - Ancoira audizioni in Quinta commissione provinciale sul ddl 36 di Vanessa Masè (La Civica) che riguarda i rischi che bambini e minori corrono utilizzando smartphone e computer. L'articolo 5 del ddl modifica la legge sulla scuola e contiene anche il divieto all'uso dei dispositivi elettronici a scuola alle elementari e alle medie.

La consigliera della Civica ha detto di essere consapevole che applicare un divieto di questo tipo è complesso, ma in questa direzione è andato il ministro Valditara e gran parte dei ministri all'istruzione dell'Unione Europea.

"Ciò che ha raccontato in audizione la polizia postale sui rischi che corrono i nostri ragazzi - ha affermato - fa accapponare la pelle e ci hanno ringraziati perché ogni limite è il ben venuto".

L'assessora all'istruzione Francesca Gerosa ha detto di essere ancora più convinta che non è ponendo divieti che si risolve il problema: "Sia chiaro sono pienamente contraria al fatto che i ragazzi giochino o stiano sui social durante le lezioni, l'uso dei telefonini va regolamentato, vanno poste delle regole. Altra cosa è inserire in una legge un divieto".

Insomma, per l'assessora si deve giocare la carta dei regolamenti scolastici che vanno valorizzati, resi autorevoli e fatti rispettare anche attraverso sanzioni.

"Se noi facciamo passare l'idea che i regolamenti non hanno peso, togliendo potere ai regolamenti togliamo anche autorevolezza alle scuole. Quindi sì alla regolamentazione dei telefonini a scuola, no al divieto".

Su questo Gerosa ha annunciato un emendamento, mentre un altro riguarda la fascia d'età: il ddl si rivolge ai bambini fino ai 12 anni, per Gerosa invece è opportuno parlare di minori.

Sì all'introduzione del divieto da parte di Andrea de Bertolini (Pd). L'esponente dem ha affermato che il problema del rapporto tra minori e Web è reale e grave (basti pensare all'aumento del numero dei processi al Tribunale dei minori per casi legati alla rete) e nasce da quella che ha definito l'asimmetria tra il mondo degli adulti e quello dei ragazzi che richiede un'alfabetizzazione in primo luogo dei genitori. 













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