Quasi 1 italiano su 2 con peso in eccesso ma pochi consigli dai medici



PALERMO - L'eccesso di peso rappresenta un problema per il 43% degli italiani, quasi uno su due, e l'obesità per il 10%, ma meno della metà riceve indicazioni dal medico. Il fenomeno cresce con l'età e colpisce maggiormente le persone con minore istruzione e maggiori difficoltà economiche.
    Il Sud resta l'area più interessata e in Campania si supera il 50%. È la fotografia tracciata dagli ultimi dati della sorveglianza PASSI dell'Istituto Superiore di Sanità, presentati da Valentina Minardi in occasione del Congresso nazionale della Società Italiana dell'Obesità (SIO) WiP 2026.

    Colpisce che meno della metà degli intervistati riferisca di avere ricevuto dagli operatori sanitari indicazioni sul controllo del peso, nonostante il consiglio sanitario aumenti significativamente l'adozione di comportamenti salutari. "I dati confermano un fenomeno sostanzialmente stabile nel tempo, ma mostrano il persistere di importanti disuguaglianze", spiega Minardi, ricercatrice del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute (Cnapps) dell'Iss.

    Ed è proprio da questa fotografia che dobbiamo partire, rileva Silvio Buscemi, presidente Sio: "Abbiamo finalmente riconosciuto per legge l'obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante, ma dobbiamo ancora imparare a intercettarla e prenderla in carico come tale. Le disuguaglianze sociali e territoriali ci dicono che non possiamo lasciare al singolo cittadino la responsabilità di trovare da solo una risposta. Il riconoscimento della malattia deve tradursi in prevenzione, diagnosi e percorsi di cura concretamente accessibili".
    "Con la Legge 149 del 2025 l'Italia ha compiuto una scelta che ha aperto una strada anche a livello internazionale - spiega l'onorevole Roberto Pella, curatore della legge - ovvero riconoscere finalmente l'obesità per quello che è, una malattia che richiede prevenzione, diagnosi, cura e una presa in carico adeguata. Ora dobbiamo trasformare quel riconoscimento in risposte concrete per le persone".
    La legge "ha cambiato il quadro - conclude Buscemi - e le possibilità terapeutiche stanno cambiando rapidamente. Adesso viene la parte più difficile: fare in modo che una persona con obesità venga riconosciuta come paziente, intercettata dal sistema sanitario e accompagnata in un percorso appropriato, indipendentemente dal luogo in cui vive e dalle sue condizioni economiche".
   









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