Case di comunità, (Agenas) 'la sfida ora è lavorare insieme per farle funzionare'
“Ci troviamo in un momento di transizione. Il passaggio più delicato sarà trasformare gli investimenti realizzati negli ultimi anni in un sistema capace di funzionare diversamente. La scommessa è farlo insieme”. Lo ho spiegato Angelo Tanese, direttore generale di Agenas (Agenzia nazionale dei servizi sanitari regionali) a margine del congresso della Fimmg a Villasimius, parlando della fase che attende la collaborazione dei Medici di Medicina Generale nelle Case della comunità realizzate con i fondi del Pnrr.
Il Servizio sanitario nazionale attraversa, secondo Tanese, una fase di profondo cambiamento, segnata dalla sanità digitale e dalla riorganizzazione dell’assistenza territoriale. Il rischio “è quello della frammentazione, con i diversi soggetti del Servizio sanitario nazionale arroccati nei propri ambiti”. Per Agenas, invece, "la priorità è andare tutti nella stessa direzione e creare le condizioni per una maggiore integrazione". La questione centrale, in un contesto in cui i sindacati sostengono posizioni differenti sulla riforma, riguarda il modo in cui le nuove Case di Comunità saranno organizzate e il ruolo che al loro interno avranno i medici di medicina generale. "Il loro ruolo non è già determinato, lo dobbiamo costruire insieme. L’obiettivo è arrivare a modelli capaci di coinvolgerli attraverso una rete di servizi in cui i professionisti svolgono un ruolo centrale”. Ora cheil target di realizzazione delle Case della comunità è stato raggiunto,cambia la natura del monitoraggio svolto da Agenas. “Continuerà ad avere cadenza semestrale – ha spiegato Tanese – e già dal prossimo rapporto non si dovrà fotografare solo quanti interventi sono stati realizzati, ma come le aziende sanitarie stanno implementando il nuovo assetto organizzativo”. Un quadro destinato a essere ancora “molto eterogeneo tra le Regioni”. Per questo, conclude Tanese, non condivide chi si affretta a dare un giudizio sulla riforma.“Affrettarsi a dichiarare il fallimento di una riforma così importante solo perché, a distanza di poco tempo, le Case della comunità non hanno espresso ancora tutta la loro potenzialità significa mortificare lo sforzo fatto dal sistema sanitario e non guardare avanti a ciò che si sta costruendo”.