Ue, nei futuri trattati clausole specifiche per chi viola i valori europei



BRUXELLES - I futuri trattati di adesione all'Ue dovranno prevedere una "garanzia istituzionale specifica" per intervenire contro "gravi violazioni" dei valori fondamentali dell'Ue e del principio di leale cooperazione da parte di un nuovo Stato membro. È una delle proposte dellaCommissione Ue contenute nel pacchetto per preparare l'Unione all'allargamento. "Nei casi più gravi, le misure potrebbero includere la sospensione dei diritti di voto in seno al Consiglio". Tra le novità, anche la possibilità, "per un periodo limitato", che un nuovo Stato membro si impegni "a non ostacolare futuri allargamenti a causa di controversie bilaterali". La Commissione propone inoltre di rafforzare le tre clausole di salvaguardia settoriali già utilizzate nei precedenti allargamenti, riguardanti economia, mercato interno e giustizia e affari interni, estendendo significativamente il periodo durante il quale potranno essere attivate dopo l'adesione. Tutte le clausole saranno temporanee, mirate, reversibili e soggette a revisione periodica.

Quanto al nuovo meccanismo di salvaguardia istituzionale, un alto funzionario Ue ha spiegato che sarebbe complementare, e non alternativo, agli strumenti già esistenti, compreso l'articolo 7, che prevede la possibilità di sospendere alcuni diritti di uno Stato membro, incluso il diritto di voto in Consiglio, in caso di violazione grave e persistente dei valori fondamentali dell'Ue. A differenza della procedura prevista all'articolo 7, l'attivazione della nuova clausola di salvaguardia non dovrebbe essere soggetta alla regola dell'"unanimità meno uno". La Commissione guarda a formule come la maggioranza qualificata inversa o una "super maggioranza qualificata", lasciando tuttavia al Consiglio la decisione sulle modalità definitive. Il nuovo strumento potrebbe essere utilizzato anche per limitare temporaneamente l'accesso a determinate politiche o settori dell'Ue, in funzione della natura e della gravità della violazione. Ogni misura, specifica il funzionario, dovrà rispettare il principio di proporzionalità. La clausola di salvaguardia, inoltre, dovrebbe restare disponibile per un periodo di 15 anni dall'adesione.

La Commissione propone inoltre di rafforzare il monitoraggio nel periodo compreso tra la firma del trattato di adesione e l'effettivo ingresso nell'Ue, per "individuare eventuali lacune nell'allineamento all'Ue e proporre misure correttive, soprattutto qualora i Paesi abbiano assunto impegni a completare determinati processi entro il momento dell'allargamento". È prevista inoltre una clausola di rinvio, da utilizzare come misura di ultima istanza qualora emergano "gravi deviazioni dal percorso prestabilito". "Sebbene sia molto improbabile che ciò accada, vogliamo adottare un approccio che preveda tutte le tutele necessarie", ha spiegato il funzionario.









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