L'agricoltura italiana spinge l'Europa, genera il 16,9% del valore aggiunto Ue



Italia si conferma prima in Europa per valore aggiunto agricolo, con il16,9% del totale Ue nel 2025, davanti a Spagna, Francia e Germania. Lo afferma un report sull'Economia agroalimentare dell'Ufficio studi, ricerche e innovazione di Bper Banca, che fotografa lo stato di salute della filiera agroalimentare italiana.

Secondo lo studio il comparto genera 89 miliardi di euro di valore aggiunto (46,6 miliardi da agricoltura, silvicoltura e pesca; 42,3 miliardi dall'industria alimentare), con l'Italia che registra un nuovo record di export, pari a oltre72 miliardi di euro (+5%), ma con importazioni in crescita ancora più marcata (+10,5%), che determinano un deterioramento del saldo commerciale.Le tensioni geopolitiche (crisi in Medio Oriente, chiusura dello Stretto di Hormuz e dati macroeconomici Usa) impattano sensibilmente sui costi agricoli legati a energia, carburanti e fertilizzanti nei primi mesi del 2026. Il mercato dell''agricoltura 4.0' comunque è cresciuto del 9% l'anno scorso, raggiungendo i 2,5 miliardi di euro, a seguito di maggiori investimenti in tecnologia e innovazione, spiega il report dell'Ufficio studi di Bper Banca.

In particolare, a livello territoriale, nel 2025, agricoltura, silvicoltura e pesca della regione Veneto hanno generato un valore aggiunto agricolo di 4,6 miliardi, pari al 9,9% del totale nazionale e in crescita del 3,2%, al netto dell'inflazione, rispetto al 2024, riporta la relazione sull'Economia agroalimentare dell'Ufficio studi, ricerche e innovazione di Bper Banca (Banca popolare dell'Emilia Romagna), precisando che il Veneto si pone alle spalle della sola Lombardia. Secondo la responsabile dell'Ufficio studi, Eliana Chessa, nell'anno in corso "i segnali da monitorare con maggiore attenzione sono i costi di materiali ed energia, i quali nei primi mesi dell'anno hanno già accelerato in modo significativo, con potenziali effetti sulle rese che si manifesteranno solo nei prossimi raccolti".

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