Trento, l'enigma dei conti in rosso
L'unica certezza è l'Eccellenza con 5 giocatori attualmente in rosa
TRENTO. In via Sanseverino si naviga a vista. Mare mosso, pioggia a catinelle dal cielo e la barca gialloblù fatica a stare galla. Quella del Trento Calcio è poco più che una zattera in stile Palio dell'Oca che partirà, ma non sa se e quando arriverà. Il Trento Calcio vive alla giornata - e questa purtroppo da qualche anno a questa parte non è una notizia - in perfetto ossequio al verso di Lorenzo de' Medici "del doman non v'è certezza".
Oddio una c'è, ma non basta per rassicurare i tifosi aquilotti, che si apprestano a vivere l'ennesima estate di pura "passione". La partecipazione al prossimo campionato d'Eccellenza non è a rischio e, visti i tempi che corrono, è già qualcosa.
I costi da sostenere per essere ammessi al massimo torneo regionale non sono infatti esorbitanti: servono 6-7mila tra tassa d'iscrizione e depositi cauzionali (a garanzia di eventuali multe e altri oneri verso la Figc), oltre all'assicurazione obbligatoria, il cui costo complessivo varia ovviamente in base al numero dei tesserati. E, fin qui, nessun problema perché quei soldi ci sono sicuramente nelle casse della società di via Sanseverino. Ma poi cosa succederà? Ed ecco che cominciano le certezze in negativo...
I tempi sono stretti per sistemare la questione societaria, ma un certo margine vi è ancora. Anche se, ad oggi, nessuno si è ufficialmente fatto avanti per intavolare una trattativa d'acquisto. Tante voci, ma di concreto non c'è nulla. Come mai? Che il Trento Calcio abbia parecchi debiti è fuori di dubbio, anche se all'interno della società gialloblù si tende a minimizzare la cosa.
L'ammontare esatto del "rosso" è noto solamente al presidente Marco Fattinger e al "plenipotenziario" Gianni Petrollini che non ne fanno parola con nessuno. E questo è il vero punto "di rottura", visto che nessun imprenditore (o più se si trattasse di un pool), minimanente interessato all'acquisto, è disposto a sedersi attorno ad un tavolo senza avere la più pallida idea di ciò a cui va incontro.
Dalla scrivania al campo e qui i tempi sono decisamente più ristretti. Un'eventuale passaggio di consegne della società potrebbe essere ratificato anche ad iscrizione avvenuta (entro il 15 o il 20 luglio: la decisione verrà presa solamente martedì) ma, a quel punto, che squadra si potrebbe costruire? I giocatori "buoni" a livello regionale sono ormai tutti accasati (e ad inizio luglio gli accordi verranno messi nero su bianco) e quindi bisognerebbe pescare al di fuori dei nostri confini. Con la certezza, a quel punto, che per allestire la rosa si dovrebbe spendere la cosiddetta "banca di soldi" (come accaduto due anni fa: il Trento conquistò l'Eccellenza, ma a quali costi?) e con il rischio concreto di non vincere nemmeno il campionato.
Ad oggi la rosa gialloblù conta solamente cinque giocatori (Vitti, Gattamelata, Casagrande, Paissan e Spampinato), tutti ovviamente giovani e impossibilitati a svincolarsi. Con tutto il rispetto per questi aquilotti è decisamente troppo poco per pensare di essere competitivi o, comunque, per disputare un campionato dignitoso. Anche se, arrivati a questo punto, l'obiettivo primario del Trento è un altro: sopravvivere.