Sincro giù dal podio: Tania e Francesca perdono il treno
Quinto posto per appena un punto e 77 centesimi per Cagnotto e Dallapè, che sono parse meno brillanti del solito
KAZAN (RUSSIA). La Transiberiana, si sa, è puntuale, Tania e Francesca sono in ritardo e sbagliano pure strada. Quando riescono a ritrovarla arrivano troppo tardi per salire sul convoglio che le avrebbe portate direttamente alle Olimpiadi. Dal finestrino del treno diretto a Rio de Janeiro le salutano la Cina (ancora d’oro), il Canada (argento) e l’Australia (bronzo). L’Europa, le sue Regine, imbattute da ben sette anni, e pure la Russia (kamikaze all’ultimo tuffo) osservano con le lacrime agli occhi il treno partire dal primo binario. La Transiberiana passerà un’altra volta ma ci sarà da attendere fino a febbraio prossimo, quando la Coppa del mondo di Rio metterà in palio altri quattro pass. La battaglia si preannuncia sin d’ora molto infuocata.
Tania Cagnotto e Francesca Dallapè sono arrivate quinte. Ci avevano abituato sin troppo bene, ma il mondo non è l’Europa e, anche nei tuffi, si è costretti a pagare dazio. Va subito detto che le due azzurre, che solo un mese e mezzo fa avevano centrato il settimo oro continentale consecutivo, non sono state brillanti come nella maggior parte delle volte. Già nelle eliminatorie del mattino avevano sofferto (solo settime).
In finale ci s’attendeva un’immediata rinascita ma qualcosa non ha funzionato nei loro ingranaggi. Stanchezza? Agitazione? Pressioni per voler confermare l’argento di due anni prima? Cambio dei trampolini a due giorni dalle gare che ha seccato Tania? Sta di fatto che, visto l’andamento della finale di ieri sera, è stata sciupata una ghiotta occasione per centrare quella che sarebbe stata la loro terza medaglia iridata. Poco importava se sarebbe stata d’argento come a Roma 2009 o a Barcellona 2011, l’obiettivo era riuscire a salire sul quel primo treno per il Brasile.
Tania e Francesca sono state protagoniste di una gara per metà incolore. Insomma, senza infamia ma anche senza particolari lodi. Una delusione, perché le attese erano tante. Non trascurabili altri due fattori: i giudici, che sulla scena mondiale sono notoriamente un po’ restii ad atti di clemenza quando il duo azzurro sbaglia, e quello legato ai numeri. Ancora una volta una medaglia importante è sfumata per pochissimi punti. Ieri bastavano un punto e 77 centesimi in più in uno dei cinque tuffi per il bronzo e la qualificazione olimpica, ma la maledizione delle Olimpiadi di Londra è arrivata fino alle porte degli Urali.
Tania e Francesca aprono la loro quarta finale mondiale con l’ordinario indietro. Con 51,00 punti si piazzano al terzo posto, posizione che mantengono anche fino alla seconda rotazione, l’ordinario rovesciato. Messi in cascina 101,40 punti dopo i due obbligatori, le italiane affrontano il doppio e mezzo avanti con un avvitamento. L’esecuzione è tutt’altro che perfetta. Con un parziale ben diverso dal loro standard scivolano al sesto posto e sono scavalcate da Ucraina e Russia. La corsa all’argento e al bronzo improvvisamente si fa in salita. Per l’oro il discorso è già stato chiuso dal doppio e mezzo ritornato carpiato (80,10 punti) delle cinesi Wu Minxia e Shi Tingmao che al termine della gara trionferanno con 351,30.
Con Canada ed Australia a palleggiarsi le altre due medaglie, il quarto salto di Cagnotto e Dallapè finisce per entrambe abbondante. Il triplo e mezzo avanti carpiato gira troppo ed alza troppi schizzi. Anche questa volta colpa di un presalto non del tutto felice. Il bronzo è lontano 10 lunghezze, è nelle mani delle russe Nadezhda Bazhina e Kristina Ilinykh. In mezzo australiane e ucraine. Le tensione nell’Aquatics Palace è alle stelle. Riscattatesi sul doppio e mezzo ritornato (un po’ sporcato da Tania), le azzurre vengono superate di appena 42 centesimi dalle ucraine. Provano a sognare quando la Bazhina fredda il pubblico con un clamoroso errore in chiusura d’avvitamento. Il sogno s’interrompe dapprima con la performance delle australiane e poi delle canadesi.
«Sarebbe bastata un po’ di pulizia in più. Non lo so cosa non è andato per il verso giusto, un po’ di agitazione e qualche presalto non perfettamente azzeccato. Ci hanno cambiato i trampolini a due giorni dalla gara e questo ha influito», ha detto Tania che oggi sarà impegnata nelle eliminatorie del metro. «Dovevamo eseguire meglio il terzo e il quarto tuffo per puntare al podio. Entrambe non ci siamo trovate bene sui trampolini e ne siamo state condizionate. Peccato perché potevamo ipotecare la qualificazione per le Olimpiadi», ha aggiunto sconsolata Francesca.
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