Pedri non si ferma più: secondo nel Triveneto
Il 25enne della MX1 ha brillato nella prima tappa del circuito
POMAROLO. Lorenzo Pedri, 25 anni ad aprile, è oggi il più titolato pilota trentino in attività. I suoi fans del Moto Club Arco hanno avuto recentemente l'occasione di ammirarlo nella tappa del Ciclamino degli Internazionali d'Italia 2012. Ma il centauro roveretano non si è certo addormentato sugli allori: domenica scorsa, infatti, ha iniziato alla grande il campionato Top Rider Triveneto MX1 piazzandosi al secondo posto a Lovolo di Albettone (Vicenza).
Deve essere molto contento del secondo posto di domenica. Il campionato Triveneto tu l'ha già vinto nel 2009, insieme al titolo italiano, ma in mezzo c'è stato un periodo molto sfortunato.
Il 2010 e il 2011 sono stati difficili, ma è acqua passata. Gli allenamenti in Sardegna di questo inverno mi hanno caricato come una molla: il nuovo team, Lunardi Racing, crede in me e mi segue da vicino. Tutto funziona bene, e infatti anche i risultati non hanno tardato ad arrivare. Il "Triveneto" è uno dei campionati italiani più competitivi: farò il possibile per vincere il titolo e dare nuovo lustro al cross trentino.
È molto affezionato alla sua terra: dall'anno scorso porta persino il marchio Trentino sulla livrea della tua Honda.
Da Trentino Marketing (che ringrazio molto) ho avuto l'onore di sfoggiare il nome del Trentino e il marchio della "farfalla". Mi entusiasma poterlo mostrare in tutta Italia e non vedo l'ora di portarlo con me sul gradino più alto del podio nelle prossime gare.
Deve ringraziare qualcun altro in particolare?
Sicuramente i miei genitori, che rimangono anche il mio main sponsor... (ride). Poi, ovviamente, i molti altri sponsor (grandi, piccoli o piccolissimi) che mi stanno dando fiducia e appoggio. Anzi, sponsor è la parola sbagliata: sono amici, alcuni di loro mi seguono personalmente in tutte le gare. Infine mio cugino Silvano, mio allenatore personale, il Moto Club Arco e tutta la direzione del Ciclamino.
Sulla pista del Ciclamino infatti lei è cresciuto e tuttora si allena lì.
Ci giro dai tempi del minicross, quando avevo 6 anni. Nella tappa locale degli Internazionali volevo fare di meglio, ma dopo due settimane d'influenza ero ancora sotto antibiotici. Peccato! Ho visto l'evoluzione di quel tracciato nel tempo e sono fiero del livello "mondiale" raggiunto. Nonostante i molti impegni, mi ritaglio anche il tempo per seguire e dare consigli ai ragazzi che corrono lì: voglio trasmettere loro quanto il cross possa essere educativo e trasmettere dei valori importanti. Altro che sport "borghese"... È vero, è uno sport con dei costi, ma le cose che insegna (tenacia, coraggio, gioco di squadra, abnegazione) sono qualcosa di utile per la vita.
Ci sono state polemiche sui crossodromi trentini. Lei che ne pensa?
Le piste oggi sono soffocate da leggi e norme eccessive; io invece mi auguro una crescita del movimento locale. Il cross crea anche indotto, specie sul Garda (i tedeschi sono grandi appassionati della disciplina). Guardiamo gli Internazionali: 5.000 persone, nonostante la bassissima stagione; molti dei quali poi sono andati a vedere il lago e hanno pernottato lì.
Infine, due parole sul Lorenzo "fuori dal circuito".
Tra gli allenamenti in moto, quelli "a secco" e... le interviste (ride), ho poco tempo libero. Quello che ho lo passo con la mia fidanzata Giada: insieme evitiamo la movida, preferiamo una passeggiata in montagna. E poi ci sono i miei "soci" del paese, che vedo poco ma volentieri; grazie al cielo, per stare in contatto con loro c'è Facebook..."
Come si immagina tra quindici anni?
Magari team manager, per seguire i ragazzi trentini. Resterò nell'MC Arco, dove ho molti amici e mi sento a casa. E poi, ovviamente, vorrei una famiglia, con dei piccoli Pedri da poter a mia volta piazzare sopra una bella minimoto.