Passo Buole Xtreme azzurra con le firme di Longo e Zocca
Il primierotto precede gli altri due trentini Zamboni e Degasperi, sfortunata la nonesa Lorena Menapace
ALA. Longo, Zamboni, Degasperi. È tutto trentino il podio della prima Passo Buole Xtreme, la granfondo di 43 km disputata ad Ala, in Vallagarina, lungo un tracciato ricavato in gran parte su strade militari costruite cento anni fa dall’esercito italiano durante la Grande Guerra. Tony Longo, primierotto della Idro Bike Drain Bianchi che alla vigilia era indicato come il naturale favorito per il successo, ha chiuso la propria prova in 2h00’08”, alla media di quasi 20 chilometri all’ora e un vantaggio di 4’30” sull’altro trentino Andrea Zamboni, a propria volta bravo nel tenersi alle spalle il campione del mondo Master 2014 (argento nel 2015) Ivan Degasperi, testimonial della gara assieme a Lorenza Menapace, seconda tra le donne.
Al femminile, il successo è andato a Lorena Zocca (Sc Barbieri) che, forte del doppio titolo tricolore XC e Marathon, non ha avuto alcuna difficoltà a controllare le rivali e a involarsi solitaria verso la prestigiosa vittoria. Rimane il rammarico per Lorenza Menapace (Focus Xc Italy Team), vittima di crampi per disidratazione nel momento topico della salita. Terza l’altra veronese Francesca Aldighieri.
In totale erano ben 700 i biker al via, provenienti anche dalla Sicilia (Nicola Mazzara, Piero Agosta e Antonio Colella di Trapani) e richiamati dal progetto Sport&Amicizia che vede testimoniali sei campioni olimpici italiani (Giorgio Vanzetta e Cristian Zorzi per il Trentino, Fulvio Valbusa e Pietro Piller Cottrer per il Veneto, Gabriella Paruzzi e Giorgio di Centa per il Friuli Venezia Giulia) che rappresentano le tre regioni dilaniate dalla prima Guerra Mondiale, di cui quest’anno cade il drammatico centenario dell'entrata in guerra dell’Italia. Proprio Passo Buole è considerato le Termopili d’Italia perché un manipolo di Fanti della Sicilia, Lazio e Toscana resistette all’esercito austroungarico in occasione della Strafexpedition che partì proprio dal Trentino. Un minuto di silenzio è stato osservato alla partenza in ricordo dei caduti e di chi anche oggi soffre per i conflitti. La nuova granfondo è stata promossa dalla Società Ciclistica Ala, premiata dal successo dell’azzurro Longo e dai numeri dell'evento.
«Ci tenevo a vincere questa gara – commenta Longo – È una bella vittoria colta al termine di una corsa vera, con una salita impegnativa. Nella lunga discesa tecnica ho poi controllato senza rischiare». Per Andrea Zamboni non era facile tenere il ritmo di uno specialista come Longo. «Ho fatto un pezzo di salita con lui – spiega – poi ho dovuto mollare per evitare di andare fuori giri. Ho apprezzato particolarmente la discesa: tecnica, piacevole, lunga ma non eccessivamente pericolosa. Complimenti all’organizzazione».
Qualche rimpianto, infine, per Lorenza Menapace. «Sono rimasta senza acqua al settimo chilometro – spiega – e quando ho ripreso Lorena ho patito crampi. Sono arriva al ristoro ma ormai la vittoria era andata. Ora punto al Giro dell’Etna come ultima gara della stagione». (l.f.)