Niente calcio: il Cagliari in gita sulle montagne della guerra
Per la squadra sarda una gita all'interno del Parco Nazionale dello Stelvio
PEIO. Non solo calcio. Il Cagliari, in questi giorni in ritiro a Peio, si è concesso un momento di svago e di cultura. La squadra sarda, infatti, è salita ai 3.000 metri di quota utilizzando una delle funivie più alte d’Europa partecipando, così, alla gita organizzata all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio, per gustarsi i paesaggi dell’Alta Val di Peio. I giocatori hanno potuto scrutare la Cima Vioz (3.625 metri), Punta Linke (3.632) e Punta Taviela (3.611), tre vette simbolo della Val di Pejo, che hanno lasciato a bocca aperta i calciatori, forse più avvezzi ai panorami marini. Alla fine foto di gruppo, un selfie con vista a 360 gradi.
Il sindaco di Peio Angelo Dalpez ha spiegato ai giocatori che questi luoghi incantevoli sono stati teatro di aspri scontri durante la Grande Guerra. In particolare Punta Linke, nel gruppo Ortles Cevedale, fu una delle postazioni austro-ungariche più alte e più significative sul piano logistico dell’intero fronte, mentre il rifugio Vioz era sede del comando di settore.
Dopo pranzo, il gruppone ha raggiunto le Terme di Peio dove giocatori e staff hanno avuto modo di assaggiare e apprezzare i tre diversi tipi di acqua che hanno reso famoso il centro trentino: minerale naturale, ferruginosa e carbonica. A fine serata cena in quota, al rifugio Scoiattolo, che è al centro della skiarea sciistica di Peio, dove si sviluppa una pista di oltre 8 km di lunghezza.