Moser secondo a Montreal Avvertimento mondiale

Oggi Paolo Bettini ufficializzerà i convocati per la corsa iridata di Valkenburg Il cembrano ha fornito l’ennesima dimostrazione di tutta la sua classe


di Maurizio Di Giangiacomo


TRENTO. Avviso ai naviganti: Moreno Moser c’è. Anche se la gamba non era forse la migliore e anche se questa volta non è riuscito a salire sul gradino più alto del podio, bruciato dal norvegese della Sky Nordhaug quando il sesto sigillo della sua giovane ma già scintillante carriera. Ma il messaggio – tanto al ct Bettini, quanto alla foltissima e agguerritissima concorrenza iridata – è arrivato, forte e chiaro. Il 22enne trentino della Liquigas Cannondale ha sempre in canna quella sparata terribile, un colpo alla... Saronni che risulta sempre (o quasi, visto l’esito del Gp di Montreal di domenica sera) mortale, anche e soprattutto su un percorso esigente come quello del Mondiale del Limburgo.

Non ha vinto, Moserino, ma ha colto comunque un risultato molto, molto prestigioso. Soprattutto in considerazione della nobiltà del parterre (in Canada c’erano infatti molti dei ciclisti più attesi della corsa iridata di Valkenburg del 23 settembre), che accresce il valore del suo gesto atletico. Ai 2 km Moser s’era infilato nell’azione buona, quella di Kolobnev, Leukemans e Nordhaug; quindi, quando il russo della Katusha ha allungato, Moreno lo ha “falciato” con quell’azione, un po’ scatto un po’ allungo, che è diventata il suo marchio di fabbrica. Dietro di lui, però, è partito anche il norvegese della Sky, che lo ha superato a qualche decina di metri dal traguardo ed è riuscito a precederlo di 2 secondi.

La “sparata” del cembrano è ha comunque impressionato tanto gli appassionati quanto gli addetti ai lavori, soprattutto in chiave Mondiale: la convinzione che il 22 di Palù di Giovo possa essere protagonista di un’azione analoga nel finale della corsa iridata di Valkenburg è sempre più diffusa, anche se la sua condizione – almeno fino alla vigilia della corsa nordamericana – non era esattamente quella dei giorni migliori.

Ed è stato lo stesso Moser a confessarlo: dapprima con un tweet già nella tarda serata di domenica («Oggi ho dato molto più rispetto a quelle che erano le mie reali forze....»), quindi nel suo diario online per la Gazzetta dello Sport. «Ero sereno ma sotto sotto vivevo un momento in cui non riuscivo a comprendere cos'era andato storto – ha scritto Moserino –. Avevo fatto tutto con il massimo impegno, come per tutto il resto della stagione, e nel finale di corsa arrivavo sempre vuoto... Questo non è solo un risultato di gambe, di gambe non ce n'erano così tante, è un risultato di testa, cuore e sopratutto orgoglio».

Moreno non aveva bisogno di dimostrare niente a nessuno, forte di una prima stagione da pro eccezionale. Ma la sua volontà era comunque quella di lanciare un segnale a se stesso ed a Paolo Bettini prima del Mondiale. «Non avevo bisogno del risultato pieno, quest'anno avevo già dimostrato di saper vincere – scrive ancora il 22enne della Liquigas Cannondale – In questo momento avevo bisogno di dimostrare a me stesso, e a Bettini che mi ha dato fiducia, di esserci ancora».

Ed il segnale è arrivato, bello forte. Il trentino dovrebbe essere (il condizionale, purtroppo, è d’obbligo) uno dei nove convocati per la prova in linea dei Mondiali olandesi che il ct renderà noti quest’oggi. Per quanto concerne gli altri nomi, oltre a quello praticamente “blindato” di Vincenzo Nibali (Liquigas Cannondale), si fanno quelli di Diego Ulissi (Lampre-ISD), Paolo Tiralongo (Team Astana), Marco Pinotti (Bmc Racing Team), Luca Paolini (Team Katusha) e Dario Cataldo (Omega Pharma Quick Step). Tra gli “azzurrabili” c’è anche il borghigiano Matteo Trentin, già riserva alla prova in linea dei Giochi di Londra.

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