Sci alpino

Mondiali, azzurre in pista per evitare un fiasco gigante

Brignone & C. aprono il gran finale con le discipline tecniche: l'unica vera speranza è Gross


Maurizio Di Giangiacomo


La velocità ci ha detto male, malissimo, con buona pace dei pronostici che vedevano tra i possibili protagonisti il buon Dominik Paris. Da dimenticare anche il Team Event che gli azzurri hanno interpretato come un allenamento, peggio, come una scocciatura. E così, mentre l’Austria – poi vittoriosa davanti a Canada e Svezia – schierava Sua Maestà Marcel Hirscher, i nostri Francesca e Matteo Marsaglia, Chiara Costazza e Giovanni Borsotti non sono riusciti ad andare oltre i quarti di finale, battuti dal Canada dopo aver eliminato l’Inghilterra.

Non ci resta che... Gross, verrebbe da dire guardando al primo scorcio di questa stagione e rivolgendo già la nostra attenzione allo slalom conclusivo di domenica. Perché, senza girarci troppo attorno, in gigante e con le ragazze dei rapid gates, quest’anno, non siamo andati molto lontano. Ma un Mondiale non è Mondiale senza una sorpresa e chissà che uno dei nostri (o delle nostre) non sia capace di pescare dal cilindro un numero alla Staudacher, tanto per fare un esempio. Lo slalom gigante femminile di giovedì sera (prima manche alle 18.15, seconda alle 22.15) apre la quattro giorni delle discipline tecniche. Le pretendenti al podio hanno nome e cognome: il ranking stagionale dice ancora Austria con Eva Maria Brem e Anna Fenninger (sì, sempre lei) e Stati Uniti con Mikaela Shiffrin. Ma come non mettere nel mazzo delle pretendenti al titolo una Maze nelle condizioni di forma che la bella Tina ha messo in mostra nei giorni scorsi a Beaver Creek?

E le nostre? La valdostana Brignone fu medaglia d’argento nel 2011 a Garmisch Partenkirchen, quest’anno è stata l’unica tra le azzurre a salire sul podio – terza ad Aspen – ed è normale che tutte le speranze azzurre siano concentrate su di lei. «Sono qui per dare il massimo sia in gigante che in slalom – dice la valdostanza, figlia di Maria Rosa Quario – Mi sono preparata al meglio e giocherò tutte le mia carte, anche se non sarà facile perché le avversarie sono agguerrite. Non credo che dobbiamo stare a guardare più di tanto il tipo di neve, conterà solamente spingere e dare il massimo, le somme le tireremo alla fine».

Assieme a lei, al cancelletto di partenza ci saranno Nadia Fanchini, Marta Bassino e l’altoatesina Manuela Mölgg, la veterana del gruppo: «In un Mondiale contano solamente i primi tre posti, non c’è nulla da perdere – ha sottolineato l’azzurra – La filosofia è unica, andare a tutta dalla prima all’ultima porta senza mollare mai».
Già, contano solo le medaglie e l’Italia è ancora a bocca asciutta.

Twitter: @mauridigiangiac

 













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